I fiori preziosi della nostra Chiesa
Presentato al “Mater Dei” alla presenza del vescovo il libro di don Ceriani dedicato ai santi della Diocesi
TORTONA – Venerdì 19 giugno nel salone del Centro “Mater Dei” di Tortona è stato presentato il volume Un’aiuola nel giardino del- l’Altissimo, scritto da don Maurizio Ceriani, vicario episcopale per il diaconato permanente e la vita consacrata, parroco della comunità pastorale “San Fortunato” in Casei Gerola e vicario foraneo del Vicariato Padano. L’autore, dialogando in modo esaustivo e brillante con Luisa Iotti, economo diocesano, alla presenza del vescovo Mons. Guido Marini, ha catalizzato l’attenzione del folto pubblico presente, soffermandosi sugli aspetti più curiosi illustrati nel volume. Il libro è frutto dell’incessante, appassionata e approfondita ricerca storica che don Ceriani ha condotto negli archivi ecclesiastici non solo della Diocesi di Tortona per più di 40 anni, al fine di poter offrire una panoramica esaustiva, seppur forse non definitiva, dei santi e dei beati tortonesi. E il taglio del volume, come ha dichiarato lui stesso nella recente intervista al direttore de Il Popolo, è prettamente storico e non agiografico, poiché si basa sull’esame rigoroso delle fonti documentarie. Ne consegue un’opera impegnativa, che avvince per le sorprendenti notizie che spesso si celano dietro le più note vicende dei “campioni della fede” che hanno operato nella nostra Diocesi. Una curiosa vicenda che don Maurizio ha preso in esame nella parte finale del libro, riguarda la Santa Fascia della Fuga in Egitto. Nella cattedrale di Tortona, in una nicchia dell’altare della Santa Croce, è conservata la fascia che la Vergine Maria avrebbe tessuto con le sue stesse mani e che avrebbe usato per trasportare Gesù durante la Fuga in Egitto. Al di là dell’autenticità archeologica della reliquia, singolari sono le vicende che da Gerusalemme l’hanno condotta a Tortona nell’agosto 1237. Fu conservata in origine nella sede del convento degli Umiliati, nel nucleo più antico dell’odierno Seminario Diocesano, ma ben presto la sua fama travalicò i confini cittadini, tanto che Giotto dipinse la Santa Fascia nel ciclo di affreschi raffigurante la Vita della Vergine nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Con la soppressione degli Umiliati nel 1571 la Santa Fascia fu trasferita nel convento dei Servi di Maria e, dopo la soppressione di quest’ultimo, fu trasferita a Roma nella Casa Generalizia, per poi tornare a Tortona nel 1998, dopo la richiesta di restituzione da parte di Mons. Martino Canessa. Al termine della presentazione Mons. Marini ha sottolineato che il testo risulta accattivante e che il rigore storico è molto importante, poiché conoscere la storia della Chiesa locale significa «colmare una lacuna e riscoprire l’opera di Dio nella vicenda storica a cui siamo legati» e ha proseguito lodando la cospicua presenza di santi sul territorio tortonese che testimonia la bellezza della nostra Chiesa, perché come affermava il cardinale Ildefonso Schuster: “Non dimenticate che il diavolo non ha paura dei nostri campi sportivi e dei nostri cinematografi: ha paura, invece, della nostra santità”. Ha concluso affermando che «i santi sono stati mirabilmente descritti come splendide finestre attraverso cui la luce di Dio entra nella storia degli uomini».
Silvia Malaspina

