Lorenzo Perosi apre la stagione sinfonica della “Fenice”

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Venezia: un evento storico nel 70° anniversario della morte del compositore tortonese: in cartellone Il Giudizio Universale

Nell’anno in cui ricorre il 70° anniversario della morte di Lorenzo Perosi, avvenuta il 12 ottobre 1956, il teatro “La Fenice” di Venezia inaugurerà la nuova stagione sinfonica con un’opera del compositore tortonese: Il Giudizio Universale. Lo ha annunciato la Direzione del teatro lo scorso 10 giugno, durante la presentazione del cartellone. Grande la soddisfazione dei tortonesi e, in particolare, del “Perosi Festival” e del suo direttore, don Paolo Padrini, che ha definito l’evento di «grande portata culturale e simbolica». È la prima volta che un’opera sacra sarà eseguita all’inizio della stagione di quello che è un tempio della lirica e della musica classica. Le due rappresentazioni inaugurali dell’opera sinfonica perosiana per soli, orchestra e coro, saranno dirette da Riccardo Frizza e andranno in scena sabato 28 e domenica 29 novembre. La scelta non ha visto nessun coinvolgimento diretto del “Perosi Festival”, ma è la prova, secondo il direttore, che dopo dieci anni in cui si propone con convinzione la musica di Perosi, è certamente cresciuta l’attenzione verso questo autore, a cui è tributata una rinnovata fama. Da parte di don Padrini resta la volontà di collaborare con “La Fenice” e di realizzare qualcosa insieme. La notizia, infatti, arriva mentre il “Perosi Festival” si prepara alla nuova edizione, che sarà presentata a fine estate e si svolgerà tra settembre e dicembre. L’esecuzione veneziana è anche un omaggio alla storia. Perosi, infatti, salì sul podio della “Fenice” come direttore d’orchestra, accanto a nomi come Toscanini, Strauss, Mascagni e Serafin. Nel 1894, a soli ventidue anni, divenne maestro della Cappella Marciana a San Marco, uno degli incarichi musicali più prestigiosi d’Europa. Fu lì che iniziò la sua ascesa nazionale. E Il Giudizio Universale appartiene al periodo più fecondo della produzione dell’autore, tra il 1898 e il 1904, che coincide proprio con il soggiorno veneziano. Don Padrini l’ha definita «un’opera profondamente spirituale, ma anche molto laica nel suo messaggio. Dopo una breve introduzione corale che riprende un testo liturgico del Requiem, inizia un grandissimo preludio di un quarto d’ora, che potrebbe essere una sinfonia autonoma. Perosi lo compose immaginando la Cappella Sistina: lui stesso disse di essersi ispirato al Giudizio Universale di Michelangelo. È una meditazione musicale sul dipinto». La composizione fu realizzata tra novembre 1902 e giugno 1903 e fu diretta dallo stesso Perosi per la prima volta l’8 aprile 1904 a Roma al teatro “Costanzi” con l’orchestra e il Coro del Teatro dell’Opera di Roma. Giuseppe Martucci, al quale fu dedicata, per ringraziare il maestro tortonese scrisse: “Ho ricevuto oggi dalla Casa Ricordi il suo Giudizio Universale. La ringrazio della lusinghiera e graditissima dedica che ho accettato come pegno della sua cara amicizia che io le ricambio con tutto il cuore”. «Perosi con Il Giudizio Universale non ci offre un’opera semplicemente grandiosa, sublime ed eccellente dal punto di vista musicale ma uno spazio nel quale entrare per compiere un percorso di fede – ha affermato don Padrini – e un atto di affidamento al Signore, attraverso la parola evangelica del Vangelo di Matteo. Prima è illustrato il cammino dei beati che si conclude con l’Inno alla pace, una sorta di grande preghiera conclusiva delle anime, che guidate da Maria, entrano nella vita eterna. Poi si passa al giudizio dei dannati, che sprofondano negli inferi con effetti musicali splendidi, capaci di creare una grande tensione verso l’unica, vera certezza della fede, con la quale di fatto si chiude il Giudizio, cioè il segno della nostra salvezza che è la croce di Cristo da cui saremo salvati».

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