Da Novi Ligure al mondo: i Ferretti

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Una famiglia tra sport e giornalismo che ha reso famosa la nostra terra. L’ultimo protagonista dell’epopea, Claudio, ci ha lasciati nei giorni scorsi

La scomparsa nei giorni scorsi di Claudio Ferretti riporta indietro la memoria a una famiglia di scrittori, giornalisti e sportivi. I Ferretti erano originari di Variana, nei pressi di Arquata Scrivia, e novesi per radici almeno fino all’esperienza umana di Claudio che si è svolta a Roma, e romano, appunto, si sentiva l’ultimo dei tre grandi narratori di sport. La famiglia Ferretti: nonno, figlio e nipote, tutti giornalisti sportivi, ma non solo. Lo ricorda con grazia e tatto Nazareno Fermi di Novi Ligure, la cittadina dove nasce l’epopea dei Ferretti che hanno onorato la storia del piccolo borgo, attraverso una azione mirabile nel campo dello sport e del giornalismo con vene quasi letterarie. Tre persone eclettiche, non si sono fermati però a seguire le vicende dello sport come cronisti: il primo è stato anche dirigente sportivo e poeta; il secondo ha fatto di tutto, compreso l’autore di testi teatrali; il terzo, Claudio – sangue misto essendo nato a Roma da madre romana – ha dapprima seguito le orme del padre, poi è diventato apprezzato autore di programmi televisivi di cultura e non ha dimenticato gli amici di Novi, suoi e del suo genitore. La dinastia nasce negli ultimi anni del Novecento in quello che oggi si chiama viale Aurelio Saffi dove abitavano una villa del Milleduecento circondata da un immenso parco.

Il primo, il capostipite, fu Edoardo Ferretti (questo il suo vero nome, anche se poi aveva preferito il secondo, Mario, come suo figlio che in realtà si chiamava Silvio), a Novi ha compiuto un miracolo sportivo che tra poco festeggerà il secolo. Il “Sire di Novi”, come veniva chiamato, è stato il leggendario presidente della U.S. Novese campione d’Italia nell’anno dei due scudetti: 1921-1922. Un uomo poliedrico, imprenditore, animatore e promotore di attività sportive, capace di raggiungere i vertici della Federazione Italiana Giuoco Calcio e imprimere, unica volta nella storia del football italiano, la vittoria dei piccoli con i grandi che infatti si staccarono dalla federazione e si riunirono in una Confederazione (CCI) di dissidenti; e parliamo degli squadroni metropolitani di Milano e Torino, della grande Pro Vercelli, del Bologna, del Genoa. Una vittoria epica nello spareggio di Cremona con la fortissima Sampierdarenese, che diventerà Sampdoria nel 1946. Il Sire di Novi lascerà la Novese qualche anno dopo, la sua vicenda è ricordata in alcuni bellissimi saggi tra i quali quello datato 1970 di Serafino Cavazza e quello recente di Marcello Ghiglione, L’arduo cimento. Storia della Unione Sportiva Novese.

Mario Ferretti

Il più noto ed epico tra i tre resta, forse, Silvio Mario Ferretti, il figlio appunto, che passò alla storia per quella famosa e struggente radiocronaca su Fausto Coppi: «Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco celeste, il suo nome è Fausto Coppi». Coniata nella tappa Cuneo-Pinerolo del Giro. Mario junior è ancora oggi ricordato come uno dei più grandi radiocronisti italiani, la “voce” del duello Coppi-Bartali, dell’epopea del grande immortale ciclismo del Dopoguerra, fenomeno sociale e culturale oltre che sportivo, con i suoi campionissimi in un mondo da ricostruire. Insieme, tra gli altri, a Orio Vergani, Bruno Raschi, Adriano De Zan, Mario Fossati, Ruggero Radice, Gianni Brera e Gianni Mura, e con il grande GP Ormezzano, fa parte del pantheon dei narratori del grande ciclismo che resta impresso nella memoria di più di una generazione.

Claudio Ferretti

Claudio, l’ultimo, completa l’albero genealogico di una famiglia novese di stampo antico che ha saputo dare il massimo prestigio a questa città sportiva per eccellenza, pur senza praticare, nessuno dei tre, alcuna disciplina. Claudio ha seguito le orme del padre, è stato uno dei cantori di Tutto il Calcio Minuto per Minuto, giornalista a tutto tondo, non solo sport, ma società, cultura, la conduzione del Tg3 sotto la direzione di Sandro Curzi, i programmi come Telesogni. Ispiratore del rinnovamento radiotelevisivo tra gli anni Settanta e Novanta. Con il ciclismo un rapporto speciale, erede di Sergio Zavoli nella conduzione del Processo alla Tappa al Giro d’Italia. Novi era nel suo cuore anche se l’aveva lasciata da piccolo e non la sentiva più sua come lo era stata per il padre e il nonno. Lui era soprattutto romano. Ma il suo ricordo struggente e romantico nel volume per celebrare la storia della Novese dello scudetto non è mancato.

Luca Rolandi

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