Beato Antonio Rosmini

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Di Daniela Catalano

Questa settimana il protagonista della rubrica è un celebre sacerdote, filosofo e teologo, molto amico di Alessandro Manzoni, beatificato da Benedetto XVI il 18 ottobre 2007. Antonio Francesco Davide Ambrogio Rosmini Serbati, detto il Roveretano, nasce a Rovereto, in Trentino, il 24 marzo 1797. Di estrazione aristocratica, manifesta fin da bambino un singolare amore per lo studio e la ricerca, che coltiva grazie alla sua famiglia. Compiuti gli studi ginnasiali, scopre la filosofia, “studio sommo, principio e chiave di tutti gli altri”. Maturata la vocazione al sacerdozio, frequenta Teologia a Padova, dove stringe amicizia con Niccolò Tommaseo. Ordinato sacerdote a Chioggia il 21 aprile 1821, si laurea in Sacra Teologia e Diritto Canonico nel 1822. Nel febbraio del 1826 Rosmini si reca a Milano, dove conosce Manzoni che nutre per lui profonda ammirazione. Da febbraio a novembre 1828 il sacerdote si ritira sul Monte Calvario di Domodossola per un periodo di riflessione durante il quale fonda l’Istituto della Carità. Incoraggiato da Pio VII, Rosmini dà alle stampe nel 1830 le Massime di perfezione cristiana e il Nuovo Saggio sull’origine delle idee. Mentre l’Istituto della Carità si diffonde in Italia ed Europa, i sentimenti di italianità rendono il beato sospetto al governo austriaco e lo spingono a spostarsi in Piemonte, a Stresa. Nel 1839 Gregorio XVI approva l’Istituto, oggi noto come congregazione dei Padri Rosminiani. Nel frattempo cresce la fama delle sue opere. Nell’agosto 1848 Rosmini è inviato dal governo piemontese a Roma a trattare con il Papa per creare una Confederazione degli Stati italiani sotto la presidenza del Pontefice. La missione però non va a buon fine. In quell’anno pubblica la sua opera più famosa, Le cinque piaghe della santa Chiesa, considerata precorritrice dei temi conciliari. Per la novità di alcune idee sulla riforma della Chiesa, il testo nel 1849 è messo all’indice. Pio IX in seguito sottopone gli scritti del Roveretano a una commissione che il 3 luglio 1854 ne riconosce l’ortodossia dottrinale. A settembre Rosmini si ammala e muore il 1° luglio 1855, a 58 anni. La memoria liturgica cade il 1° luglio.

cadarita [at] yahoo.it

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