Beata Laura Vicuña

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Il 22 gennaio ricorre la memoria liturgica della Beata Laura Vicuña, un’adolescente beatificata il 3 settembre 1988 anno del centenario della morte di don Bosco. Laura del Carmen Vicuña nacque a Santiago del Cile, il 5 aprile 1891, in un momento in cui la capitale cilena era attraversata da tensioni politiche e militari. Il padre fu costretto all’esilio e dovette trasferirsi sulle Ande.

Dopo la morte del padre, la madre, con Laura e la sorella Giulia Amanda si trasferì nella regione argentina del Neuquén e iniziò a lavorare nella tenuta agricola di Manuel Mora, uno dei colonizzatori della Patagonia, di cui divenne la compagna. Per dare alle bimbe un’istruzione adeguata,la madre le affidò a un collegio tenuto dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, situato a Junín de los Andes. Laura si dimostrò un’allieva modello: impegnata nella preghiera, attenta, disponibile con le compagne, sempre allegra e volenterosa. Entrò nell’Associazione delle Figlie di Maria. Un giorno, mentre una suora, durante il catechismo, spiegava il sacramento del matrimonio, Laura comprese la situazione di peccato della madre e perché non si accostasse ai sacramenti, e improvvisamente svenne. Da quel momento aumentò preghiere e sacrifici per la conversione della mamma. Il 2 giugno 1901 ricevette la Prima Comunione e scrisse alcuni propositi, molto simili a quelli di san Domenico Savio.

Durante un’estate a casa, il compagno della mamma cercò di molestare Laura che si difese con forza. Il 29 marzo 1902 le due sorelline ricevettero la cresima. In tale occasione lei chiese di essere ammessa tra le postulanti delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ma ottenne una risposta negativa a causa della situazione familiare. Il mese successivo, però, emise privatamente i voti di castità, povertà e obbedienza, consacrandosi a Gesù e offrendogli la propria vita. Verso fine anno iniziò ad avere problemi di salute che peggiorarono nel 1903. Nel gennaio 1904, già molto malata, mentre si trovava in un appartamento con la madre, giunse in visita il suo compagno e la giovane per evitarlo scappò verso il collegio ma l’uomo la inseguì e la percosse. Giunta in collegio rinnovò l’offerta della propria vita per la conversione della mamma. Il 22 gennaio raccontò alla madre il gesto d’amore compiuto per lei e la donna comprese il suo errore. Laura allora morì serenamente esclamando: «Grazie, Gesù! Grazie, Maria! Ora muoio contenta!». La sua tomba si trova a Bahia Blanca, in Argentina, nella cappella del collegio “Maria Ausiliatrice”, ed è metà di pellegrinaggi da tutta l’America Latina.

Daniela Catalano

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