Coraggio, l’estate scorre

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Di Silvia Malaspina

Cari genitori con prole under 14, è terminata da pochi giorni la scuola e, anche quest’anno, vi siete trovati immersi nell’amletico dilemma: come impegnare i bambini e i ragazzi durante le vacanze? Vi immagino – e ne ho un vivo ricordo! – mentre, sconfortati e ansiosi, scandagliate il ventaglio delle possibilità: centro estivo? Nonni? Permessi? Ferie alternate? Smart working? Un gioco di strategici incastri degno di un torneo di Risiko! Il problema si ripresenterà fino a che i giovani virgulti non saranno diventati autonomi e voi, cari genitori, non sarete più perseguibili dalla Legge per abbandono di minore, se lascerete i pargoli in casa da soli, nelle ore in cui sarete occupati ad accaparrarvi la “giusta ricompensa” per mantenere la famigliola. L’Italia è il Paese europeo, insieme a Malta, che garantisce il maggior numero di giorni di vacanze estive: 99, contro i 42 della Germania e i 32 dell’Olanda. Il calendario scolastico, infatti, è rimasto pressoché identico a quello introdotto dalla circolare ministeriale n. 62 del 21/8/1926, il cui intento originario era consentire ai bambini di aiutare le famiglie nella mietitura a fine scuola… del resto correvano gli an- ni della Battaglia del grano! Non pare anche a voi, cari genitori, che nel 2026 (Duemilaventisei!) si debba procedere all’aggiornamento di una programmazione forgiata su un’economia e una società agricole che non esistono più da almeno 60 anni? Le ricadute sono molteplici e coinvolgono non solo la pianificazione familiare, ma anche il rendimento scolastico. Infatti, se da un lato l’esborso prolungato per collocare la discendenza nei variegati centri estivi spesso fa sì che si debba rinunciare a trascorrere qualche giorno fuori casa con l’intera famiglia, dall’altro lato nelle giovani menti, lasciate a riposo per 3 mesi, evaporano molte delle nozioni apprese durante l’anno scolastico. I risultati della rileva- zione Ocse Pisa 2022 ci dicono che in Italia ogni estate il 34 % delle competenze acquisite si squaglia come un gelato lasciato sotto il solleone. Non possiamo certo pensare di tenere i ragazzi sui banchi 12 mesi l’anno, ma bisognerebbe escogitare soluzioni alternative e lungimiranti. Viviamo in un Paese che piange un tasso di denatalità ai minimi storici, che promuove campagne per esortare le giovani coppie a procreare, lasciando però che la gestione dei figli rimanga un fatto esclusivamente privato e dipendente dalle finanze di ciascuno. Coraggio, cari genitori, ricordate che anche l’estate non sfugge al principio del panta rei. In fondo settembre è dietro l’angolo!

silviamalaspina [at] libero.it

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