Ricordando don Pino Scabini
A cura di LIBRERIA SAN MARZIANO TORTONA
Ricorre questa settimana, precisamente il 3 giugno, il centenario della nascita di mons. Giuseppe Scabini, per tutti don Pino (Pregola 1926 – Godiasco 2009). La sua figura sacerdotale e il suo impegno pastorale nella Chiesa postconciliare sono stati degni di nota; per l’autunno la Diocesi ha in preparazione un’iniziativa che ne faccia memoria e consenta di trarre dalla sua eredità spunti per il presente. Qui segnaliamo alcuni aspetti del suo pensiero e ministero, proponendo la lettura dei testi che, molto opportunamente, mons. Nicola Ciola, suo allievo ed estimatore, oggi ordinario di Cristologia alla Pon- tificia Università Lateranense, ha raccolto nel tempo e pubblicato dopo la morte dell’autore. In vita, don Pino, pur avendo scritto molto, ha pubblicato un solo libro Cristo nella vita della famiglia (Ed. Paoline, 1992, pp.190), oggi rintracciabile nelle biblioteche non più nelle librerie. Sono disponibili, invece, in Libreria e sono di facile, oltre che di utile, lettura Costruire la Chiesa come pietre vive (EDB, 2010, pp.136) e Stare nella Chiesa. Partecipazione, famiglia e chiesa locale (AVE, 2019, pp.144). Il primo libro è una piccola summa di ecclesiologia, quasi indispensabile per chiunque voglia vivere nella Chiesa e con la Chiesa. Con un linguaggio preciso, ma essenziale, don Pino propone una dottrina consolidata, espressa dal Magistero e dalla migliore riflessione teologica, con ricchezza di riferimenti alla Lumen gentium. Attenzione, però: non si tratta di un testo pensato solo per insegnare cos’è la Chiesa, ma piuttosto per conoscerla e con- tribuire a edificarla con la propria vita e il proprio servizio. Il secondo testo raccoglie le riflessioni di don Pino attorno a tre temi ricorrenti nella sua visione ecclesiologica: partecipazione, famiglia e chiesa locale; sono le “solidarietà ecclesiali” che contribuiscono all’essere Chiesa, casa comune in comunione con tutti. Questi libri di don Pino sono “datati”, ma – come ben sottolinea il curatore – contengono un forte accento profetico e hanno una sorprendente attualità: le sue riflessioni meritano senz’altro uno spazio di riconsiderazione per essere tradotte in quell’agire ecclesiale, personale e comunitario, che don Pino auspicava e di cui anche oggi si sente il bisogno.

