El Niño scalda anche i prezzi

Visualizzazioni: 21

Di Cesare Raviolo

Quest’anno El Niño, oltre al caldo record già in corso, porterà altra inflazione. È la previsione formulata da alcuni economisti subito dopo che la Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), l’Agenzia USA per il monitoraggio di oceani e atmosfera, ha segnalato il ritorno, con durata da quest’estate fino all’inizio del 2027, dell’ormai noto fenomeno di surriscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico equatoriale che incide sulla stabilità climatica, provocando ondate di calore ed eventi estremi (piogge torrenziali, inondazioni, siccità, incendi boschivi). Secondo Schroders, multinazionale inglese del risparmio e degli investimenti, El Niño si abbatterà su un’economia globale impreparata a ulteriore caos, rischiando di far aumentare i costi di tutto, dai materiali da co- struzione ai generi alimentari. «Da una parte ci sono i costi diretti di incendi, alluvioni, eventi meteo – spiega Francesco Bosello, professore di Economia dell’ambiente all’Università Ca’ Foscari (Venezia) – dall’altra c’è l’aumento dei prezzi di materie prime, cibo e beni di consumo». L’inflazione tornerà a incidere pesantemente sulla borsa della spesa, a causa dell’aumento del costo dei prodotti alimentari, perché il settore agricolo è quello più colpito dagli eventi meteo estremi. «El Niño – dice ancora Bosello – ha effetti su Sudamerica, Australia, Africa, Sud Est asiatico, quindi potrebbero rincarare il cacao, il caffè, il cotone, il grano, il riso, lo zucchero e l’olio di palma. Anche i prezzi di energia e combustibili fossili dovrebbero aumentare, perché l’energia serve per riparare i danni». Infatti, quando le colture diventano meno produttive a causa della sic- cità, occorre irrigare, ma per farlo serve energia, senza parlare dei consumi elettrici, che avranno un’impennata per consentire il raffrescamento di abitazioni e luoghi di lavoro. Risulta ancora difficile quantificare i rincari e fare stime dei danni che El Niño provocherà. Tuttavia, alcuni studi già disponi- bili riferiscono di aumenti compresi tra il 20 – 30% e il 50% in più, mentre per i danni il paragone può essere fatto con quelli causati nel 1982-83, che furono pari a 4.100 miliardi, e ai costi diretti del 201516 valutati in 7.800 miliardi. Oggi a preoccupare è il contesto geopolitico nel quale gli effetti de El Niño si produrranno. Guerre commerciali e guerre vere rendono più difficile gli approvvigionamenti, che richiederebbero più libertà di circolazione delle merci e maggior spirito di collaborazione, proprio ciò che invece manca.

raviolocesare [at] gmail.com

Commenti: 0

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi obbligatori sono segnati con *