Un’informazione “potabile”

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Di Ennio Chiodi

«La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.» Lo ricordava Piero Calamandrei, deputato all’Assemblea Costituente, parlando agli studenti milanesi nel 1955. Il riferimento era proprio alla Costituzione con cui le coscienze e la vita degli Italiani stavano prendendo confidenza. L’informazione corretta, ogget- tiva e completa, è, della libertà, pilastro essenziale: come avviene per l’aria che respiriamo, rischiamo di accorgerci di quanto valga solo quando dovesse venir meno. Il grande giornalista Enzo Biagi, di cui sono stato amico e stretto collaboratore, ci avvertiva, anni fa, che la televisione entra in tutte le case come l’acqua dal rubinetto: non deve essere necessariamente buonissima, ma deve almeno essere potabile. Proporre oggi un’informazione almeno potabile diventa sempre più difficile. Non disponiamo più solo di giornali e canali televisivi tradizionali, ma siamo sommersi da un flusso impetuoso di comunicazione che attraverso Internet, social e “Intelligenza Artificiale” ci travolge: ci informa, certo, ma può condizionare le nostre opinioni e le nostre scelte anche in maniera subdola, fornendoci l’illusione di sapere tutta la verità in un attimo. La verità che ci propongono questi modelli, che spesso trattiamo come amici di cui fidarci, non è però sempre la verità cui dovremmo tendere, ma una delle “verità” che le intelligenze artificiali vogliono presentarci e che rispondono alle idee e ai progetti di chi le programma. I giornalisti, che si pongono come media- tori tra le notizie, i fatti, le opinioni e i lettori, vedono moltiplicate le loro responsabilità. Devono – o dovrebbero – moltiplicare anche le attenzioni, le verifiche, il confronto tra visioni diverse per fornire sintesi sane e il più possibile complete. La tentazione di facilitare il lavoro ricorrendo alle risposte veloci e semplificate dell’AI è sempre presente. Ne discuteremo domani in occasione del Convegno per i 130 anni del nostro giornale prendendo spunto dal messaggio di Leone XIV per la Giornata delle Comunicazioni Sociali e dalla recente enciclica Magnifica Humanitas con cui ci invita a “custodire voci e volti umani” e a tutelare la dignità delle persone bersaglio di queste possibili minacce. Rischi e pericoli di un’informazione ingannevole non vengono – di questi tempi – solo dalle illusioni dell’AI, ma anche dalla coscienza di giornalisti e comunicatori che fanno della propaganda e delle posizioni precostituite la loro ambigua “missione”, negando l’evidenza degli avvenimenti, dei processi, delle indicazioni della scienza, del buon senso, anche aggredendo senza scrupoli persone e Istituzioni che meritano rispetto e gratitudine.

enniochiodi [at] gmail.com

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