La strada che porta a roma

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Di Carlo Zeme

Quel venerdì è stato cerchiato sul calendario in cucina mesi prima. Quel venerdì si stava avvicinando con tutte le prenotazioni per due notti fuori porta e gli zii coordinati per partire insieme e raggiungere una meta pronta a entusiasmare grandi e piccini: le nostre strade ci avrebbero portati a Ro- ma! I preparativi sono iniziati una settimana prima: il lunedì abbiamo rispolverato dalla cantina le valigie degli adulti, il martedì è comparsa la valigia di Margherita a forma di coccinella. Il giorno dopo è stata la volta dell’inserimento dei vestiti con la continua richiesta della piccola: «Quando partiamo? Quando partiamo?» Ma mercoledì notte dopo la favola, la coperta tirata su e la lucina spenta, abbiamo sentito due colpi di tosse sinistri provenienti dalla cameretta. Melina è corsa: il termometro cinque minuti dopo segnava 38 gradi e mezzo. Il mercurio sentenziava febbre improvvisa. Subito abbiamo cercato soluzioni per far scendere la temperatura, aerosol portatili e fumenti prêt-à-porter pur di non mettere a rischio i tre giorni di vacanza tanto sospirati. La mattina dopo la tappa dalla pediatra è stata semplicemente una conferma nero su bianco che partire e stare lontani da casa in quella situazione non fosse una buona idea. Abbiamo incassato il verdetto, ognuno con la faccia triste a modo suo: io e Melina siamo più difficili da consolare mentre Margherita l’ha presa con filosofia e un libretto della Pim- pa comprato all’edicola appena fuori dall’ambulatorio, le ha tirato su decisamente il morale. Lasciare andare, anzi, fermarsi, accettare il buco che si crea per un progetto che seppur piccolo era stato pensato da tempo; soprattutto prendersi cura, resettare tutte le preoccupazioni logistiche per prenotazioni e viaggi e dedicarsi semplicemente a far passare un malanno di stagione e trovare di nuovo l’equilibrio, diventano una nuova priorità. Abbiamo fatto un lungo respiro, messo da parte un po’ di delusione e iniziato una nuova strada, che tanto anche lei, prima o poi, ci porterà a Roma.

carlo.zeme [at] gmail.com

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