Francesco d’Assisi/3

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A cura di LIBRERIA SAN MARZIANO TORTONA

Nel prosieguo della presentazione dell’abbondante “letteratura” pro- dotta in occasione dell’ottavo centenario della morte del san- to assisiate, metto in evidenza due testi di approfondimento, uno storico, l’altro legato al messaggio per la contemporaneità. Il primo è Il mio Testamento. Le ultime parole di Francesco ai suoi frati (Cittadella Ed., 2026, pp. 180) di Pietro Maranesi, frate cappuccino, già incontrato nella precedente puntata. Poco prima di morire, Francesco dettò un documento che chiamò Meum Testamentum. Le memorie affidate dal santo a questo testo possono essere paragonate alle diverse facce intagliate dall’iniziativa di Dio su “frate Francesco” affinché in lui risplendesse, in modo semplice e puro, la bellezza della luce che emana dal Vangelo. L’autore si confronta con un documento cruciale e problematico in cui l’identità personale di Francesco, divenuta esperienza comunitaria, si fonde con le esortazioni ai confratelli sul- le posizioni da assumere per contemplare la luce di Gesù Cristo, costituendo la base ideale per comprendere la vocazione e l’opera dei “mino- ri”. L’eredità preziosa racchiu- sa nello scrigno del Testamento è dunque lo stesso “frate Francesco” con la sua proposta cristiana modellata sul Van- gelo, la cui ricchezza e la cui bellezza resteranno, per questo motivo, comunque un’eredità difficile. Il secondo libro è Francesco d’Assisi (Biblioteca Francescana Ed., 2026, pp. 96), di Wilfred Monod. Disponibile per la prima volta in lingua italiana, questo classico del pensiero riformato francese offre una prospettiva unica e non convenzionale sul Poverello d’Assisi. L’autore non vede in Francesco solo un santo cattolico, ma un “grido d’allarme” per la modernità e un modello di discernimento spirituale capace di superare l’intellettualismo arido. Il saggio restituisce una visione di Francesco che è insieme storica, teologica e profondamen- te sociale, sottolineando la “magnifica penetrazione” del suo pensiero. Un’opera profetica che getta un ponte tra la tradizione riformata e quella cattolica nel segno dell’unico Vangelo, invitando a una riflessione profonda sulla giustizia e sul rinnovamento del cristianesimo moderno.

Don Francesco Larocca

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