«Vogliamo tornare a scuola in sicurezza e in presenza»

Visualizzazioni: 12

Il caso del liceo “Golgi” di Broni. Chiuso dal 23 marzo, dopo i lavori di sostituzione dell’ascensore, per il pericolo di contaminazione da amianto. In attesa di nuove indagini dell’Ats, le lezioni si svolgono in Dad. Ma gli studenti chiedono a gran voce la riapertura e intanto si cercano altri spazi in città per le aule

DI MARCO REZZANIGli studenti e i docenti del liceo “Camillo Golgi” di Broni mai avrebbero immaginato una fine di anno scolastico così complessa come quella che stanno vivendo dal 23 marzo quando, durante i lavori di sostituzione dell’ascensore dell’istituto, di proprietà della Provincia di Pavia, l’eccessivo rumore e la dispersione di polvere conseguente alle demolizioni hanno portato alla decisione di sospendere le lezioni e di mandare gli studenti a casa. Il liceo bronese è costruito con strutture contenenti amianto – l’ultimo edificio pubblico della città a contenerlo – e fa parte del Sito di interesse nazionale: per questo la Provincia ha avviato l’iter progettuale che porterà alla costruzione di una nuova scuola. Ma intanto ogni lavoro eseguito tra le sue mura comporta un’attenzione del tutto particolare per cui gli organismi competenti stabiliranno eventuali responsabilità. L’Ats ha subito disposto analisi i cui risultati sono stati comunicati alla Dirigenza scolastica, alla Provincia di Pavia e al Comune di Broni lo scorso 15 aprile, dai quali si evince che i “monitoraggi ambientali effettuati in data 7 aprile 2026 in più punti dei tre piani dell’edificio al termine delle operazioni di aspirazione con filtro Hepa e pulizia ad umido dei locali della scuola a cura di ditta specializzata” hanno permesso di rilevare “concentrazioni ampiamente inferiori sia al valore di riferimento per l’amianto negli ambienti di vita proposto dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la qualità dell’aria in Europa”, “sia al valore richiesto per la certificazione di restituibilità”. “Sono stati inoltre effettuati campionamenti – scrive ancora l’Ats pavese – con stub biadesivi, anche in questo caso in più punti sui tre piani dell’edificio, per rilevare l’eventuale presenza di fibre di amianto depositate su superfici, che hanno evidenziato tramite lettura in Sem la positività di un solo campione dei 18 prelevati”. “Alla luce degli accadimenti del 23 marzo – la disposizione dell’azienda di tutela – la scrivente Agenzia ritiene tuttavia di non poter valutare compiutamente la rioccupabilità dell’edificio da parte di studenti e lavoratori se non a conclusione delle attività di aggiornamento del censimento di tutti i materiali contenenti amianto presenti nella struttura e conseguente valutazione del rischio corredata dal relativo programma di controllo da parte dei soggetti obbligati”. Il liceo dunque non riapre e solo le classi quinte, in vista dell’esame di Maturità, stanno frequentando in presenza nella sede di Stradella dell’istituto “Faravelli” che, insieme al liceo di Broni, costituisce l’omonimo istituto comprensivo. Molte le voci che in queste settimane si sono levate: associazioni, forze politiche, sindacati. Molti gli incontri, come quello che si è tenuto al teatro “Carbonetti”. Martedì 14 aprile anche gli studenti hanno voluto dire la loro e lo hanno fatto attraverso una lettera ai vari enti interessati, in primis la Provincia, e poi con un comunicato ufficiale dei rappresentanti d’istituto e della Consulta provinciale studentesca. Vogliamo dar loro voce perché i ragazzi e le ragazze del “Golgi” chiedono l’unica cosa che in questa fase deve essere esaudita al più presto: il ritorno a scuola in sicurezza e in presenza, evitando il prolungamento del ricorso alla Dad che, oltre ad avere scarsa efficacia didattica, impedisce loro di vivere la scuola come momento di socializzazione, precludendo l’accesso a una comunità tanto fondamentale per la loro crescita scolastica, ma soprattutto umana. Chiedono chiarezza, vogliono una comunicazione che non lasci spazio a interpretazioni, sollecitano un’accelerazione dei processi che porteranno al nuovo edificio per gli studenti del futuro. Desiderano essere ascoltati. Nella giornata di lunedì 20 aprile è arrivata la risposta da parte della Provincia di Pavia nella quale si afferma che essa “sta operando, per quanto di propria competenza e secondo le disposizioni e le indicazioni delle Autorità competenti in materia, con la dovuta tempestività e nel pieno rispetto dei protocolli tecnici prescritti. L’interlocuzione con la Dirigenza scolastica è costante e, come alla stessa è noto, le attività procedono secondo le modalità e le forme definite dalle autorità competenti, nei tempi che le procedure impongono a tutela della sicurezza e della salute della comunità scolastica” aggiungendo in conclusione la disponibilità della Provincia “d’intesa con il Dirigente scolastico e con l’Ufficio Scolastico Provinciale” a un incontro con le rappresentanze studentesche “per un aggiornamento sull’avanzamento del progetto relativo al nuovo edificio scolastico di Broni, sul quale la Provincia è istituzionalmente impegnata”. Intanto continuano, parallelamente alla didattica ordinaria, le attività formative e le uscite predisposte dall’istituto. Di recente l’esperienza legata ad “Archeoliceo” con il viaggio a Roma, la partecipazione alle finali delle olimpiadi di Fisica, le gare di Matematica a Milano, il viaggio della memoria in Liguria, le conferenze di carattere storico, lo spettacolo al teatro “Carbonetti” il 23 maggio, la preparazione del classico show di fine anno scolastico. In questi giorni inoltre gli studenti hanno lanciato la campagna social “Il Liceo siamo noi. Uniti. Sempre. Ovunque” per dire a tutti che la comunità liceale c’è e continua a essere viva e operativa. Martedì 21 aprile si è svolto un “tavolo tecnico” tra il sindaco di Broni Antonio Riviezzi, la Provincia di Pavia e la Dirigenza scolastica per un confronto sulle possibili soluzioni alternative per garantire le lezioni in presenza. È emersa la possibilità di utilizzare i locali di Villa Nuova Italia, di recente ristrutturata. «Da parte nostra – le parole di Riviezzi – c’è la massima disponibilità a mettere temporaneamente a disposizioni spazi comunali che possano consentire agli studenti di tornare a seguire le lezioni in presenza. Naturalmente questa ipotesi dovrà essere verificata sotto il profilo della fattibilità tecnica» e per questo il via libera dovrà arrivare dalla Provincia. Analoga disponibilità è giunta anche dal parroco don Gian Paolo Civillini per gli spazi dell’oratorio De Tommasi.

Commenti: 0

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi obbligatori sono segnati con *