Redditi Irpef: Tortona è la città più ricca
Di Cesare Raviolo
Il Dipartimento Finanze del Mef ha reso noti, nei giorni scorsi, i dati statistici delle dichiarazioni Irpef 2025 relative ai redditi 2024 suddivisi per tipologie e per comuni. I 10 principali comuni della Diocesi (Arquata Scrivia, Broni, Casteggio, Castelnuovo Scrivia, Novi Ligure, Sale, Serravalle Scrivia, Stradella, Tortona, Voghera), che contano più della metà della popolazione complessiva, totalizzano 108.225 contribuenti. Il reddito complessivo prodotto da questi comuni (6 in provincia di Alessandria e 4 in quella di Pa- via), ammonta a 2.831.580.815 Euro, con i contribuenti dei tre comuni maggiori che hanno prodotto più del 67% del totale; in particolare, Voghera ha fornito il 28,08% del reddito complessivo, Novi Ligure il 19,20% e Tortona il 19,86%. Tortona registra anche il reddito medio per contribuente più elevato: 27.827 Euro contro i 26.701 di Stradella, i 26.518 di Voghera e i 26.085 di Novi Ligure; i valori minori riguardano Broni (23.717 Euro), Serravalle Scrivia (23.652 Euro) e Sale (23.227 Euro). Il confronto con i dati del 2024 (redditi 2023) evidenzia un aumento del reddito complessivo di 138.039.318 Euro, pari a poco più del 5%. Nello stesso periodo, il numero dei contribuenti è aumentato di 853 unità (+0,79%), mentre il reddito medio per contribuente è cresciuto di 1.078 Euro (+4,30%). Tuttavia, in termini reali, questo incremento è stato eroso, in parte, dall’inflazione che, nel 2024, è stata mediamente dell’1%. È questo il periodo in cui si presentano le dichiarazioni Irpef 2026 e, anche alla luce dei dati pubblicati dal Dipartimento Finanze, qualche osservazione si impone. Se opportunamente analizzati, questi dati consentirebbero di isolare i punti deboli del sistema di tassazione progressiva del nostro Paese, come il fatto che i redditi da lavoro dipendente e da pensione costituiscono circa l’84,6% del reddito complessivo dichiarato, con il reddito da lavoro dipendente che ne rappresenta il 54,4%; che oltre 8,7 milioni di soggetti dichiarano un’imposta netta pari a zero e che oltre 11,3 milioni di soggetti non versano l’Irpef. Se ne ricaverebbero preziose indicazioni per definire la politica fiscale secondo l’art. 53 della Costituzione, che recita “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Dunque, mentre allo Stato si chiede equità, a tutti i cittadini si chiede consapevolezza perché i servizi pubblici dipendono anche dal loro contributo.
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