«Non frequento gli anziani»
Di Silvia MalaspinaCaro il mio Giuseppe Damato, alla veneranda età di 90 anni sei diventato una leggenda nella corsa: il 12 aprile hai concluso la maratona di Milano in 4 ore e 30 minuti, polverizzando il record della categoria M90 (più di 90 anni) cioè abbassandolo di 1 ora e 44 minuti, mentre domenica 19 hai affrontato la mezza maratona di Torino, tagliando il traguardo in piazza Vittorio Veneto dopo 2 ore, 7 minuti e 36 secondi, segnando un nuovo primato, acclamato dal pubblico come una star. I giornalisti presenti alla maratona si sono scatenati nel voler carpire il segreto dell’elisir di una lunga e attivissima vita, ma tu ti sei limitato a fornire informazioni generiche: alimentazione sana, allenamento tre volte alla settimana, mai un solo giorno senza almeno una passeggiata. Ti sei poi lasciato andare a dichiarazioni provocatorie e ironiche: «Non frequento gli “anziani”, non sopporto certi discor- si: parlano solo di malattie e si lamentano della pensione!». Di fronte a questa tua impresa, caro Giuseppe, mi è sovvenuta l’analoga vicenda di Emma Mazzenga, classe 1933, che nel gennaio 2024, durante una gara a Padova, è diventata l’italiana novantenne più veloce del mondo, correndo i 200 metri in meno di 51 secondi. Non sarebbe auspicabile che voi due, caro Giuseppe, foste solo la punta dell’iceberg di un piccolo esercito di arzilli nonnini che gettano alle ortiche la poltrona elettrica reclinabile con telecomando e con il poggiapiedi per dedicarsi a una sana e piacevole attività sportiva? Secondo quanto emerge dal progetto “Passi d’Argento”, promosso dall’Istituto Superiore di Sanità per monitorare la salute e i fattori di rischio comportamentali connessi all’insorgenza di malattie croniche, oltre che per monitorare lo stile di vita nella terza età, risulta che solo il 50% degli Italiani adulti pratica regolarmente un’attività fisica, percentuale che scende al 42% dopo i 65 anni. Un’incoraggiante controtendenza si nota guardando agli iscritti nelle squadre Master delle varie discipline sportive che, anche nelle nostre città, registrano un buon numero di over 60 che corrono, palleggiano, nuotano, con l’entusiasmo dei ragazzini. Quindi, caro Giuseppe, il tuo esempio potrebbe fungere da stimolo e incentivo per quegli anziani che trascorrono le giornate in casa, magari in solitudine: non tutti devono diventare maratoneti, ma uscire, anche solo per una passeggiata, oltre che benefici effetti sulla salute, comporta vantaggiose ripercussioni sull’umore e facilita l’instaurarsi di una socialità che è importante quanto l’aria che respiriamo.silviamalaspina [at] libero.it

