Dio ascolta e consola i “cuori sparsi”

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Il pellegrinaggio dell’A.C. a Isola San Giulio e alle tombe di Madre Canopi e Mons. Del Monte

TORTONA – Sabato 18 aprile entrerà a far parte dei ricordi belli dell’Azione Cattolica diocesana. Dopo tanto tempo, infatti, è stato organizzato un pellegrinaggio diocesano del Settore Adulti sul lago d’Orta. La scelta della meta non è stata casuale perché proprio nel 2025 ricorreva il 20° anniversario della morte di Mons. Aldo Del Monte, vescovo di Novara originario della Diocesi di Tortona e molto legato all’Azione Cattolica di cui aveva fatto parte quando era ancora un semplice sacerdote. A lui si deve anche la nascita dell’istituto “Santachiara” tuttora esistente. Mons. Del Monte, l’anno dopo essere diventato vescovo della Diocesi novarese, nel 1973, ha fondato a Isola San Giulio, l’abbazia benedettina “Mater Ecclesiae”, insieme a madre Anna Maria Canopi, figura di grande rilievo nella Chiesa italiana. Entrambi sono sepolti nel piccolo cimitero adiacente al complesso romanico di San Filiberto a Pella, sulle rive del lago. Il gruppo di circa 50 partecipanti, insieme ai vicepresidenti Paola Montagna e Paolo Santinoli, una volta giunti a Orta, sono stati accolti nell’istituto salesiano che sorge proprio accanto alla famosa Villa Crespi dello chef Antonino Cannavacciuolo. Nel salone messo a disposizione dalle suore di san Giovanni Bosco, i presenti hanno ascoltato la profonda riflessione di don Cristiano Orezzi, assistente diocesano dell’A.C., sul tema “A cuori sparsi” che fa parte del percorso formativo per l’anno 20252026 proposto a livello nazionale al Settore Adulti. Don Orezzi è partito da un brano della Lettera ai Romani di san Paaolo nel quale l’apostolo descrive il conflitto perenne tra il desiderio di compiere il bene e l’incapacità pratica di attuarlo. Sottolineando che l’animo umano è «guazzabuglio di aspirazioni e fragilità e che la condizione di “cuori sparsi” è quella che si sperimenta quando si ha consapevolezza della propria colpa ma non si riesce a cambiare. La vera svolta avviene attraverso l’esperienza del grido, un appello disperato a Dio che trasforma la solitudine del peccato nell’inizio di un cammino di liberazione. Citando la Sacra Scrittura il sacerdote ha evidenziato come Dio ri- sponda a questa invocazione non con la condanna, ma con un dono di grazia e misericordia che ricompone i frammenti dell’esistenza. Al termine don Cristiano ha celebrato la Messa nella cappella dell’istituto. Il bellissimo lago ha fatto da cornice al pranzo libero e nel pomeriggio è stato attraversato a bordo del battello per raggiungere Isola San Giulio dove è stato possibile visitare la chiesa abbaziale che conserva le spoglie del santo e ammirare i bellissimi scorci. C’è stato il tempo anche per acquistare dei souvenir e fare la foto ridordo, prima di recarsi a Pella per rendere omaggio al vescovo Del Monte e madre Maria Canopi. Il presidente dell’A.C. Paolo Zani ha rivolto una preghiera di suffragio e ha ringraziato il Signore per il dono dell’amicizia e della comunione sperimentata nella giornata.

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