Due importanti restauri a Sale

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La tavola della “Sacra Famiglia” di S. Calocero e l’Addolorata di Santa Maria e San Siro

SALE – Venerdì 29 maggio è una data da ricordare per la comunità salese perché nel pomeriggio sono stati presentati due restauri di o- pere d’arte conservate nelle chie- se del paese. Il primo appuntamento è stato nella chiesa di san Calocero dove è stata riportata al suo antico splendore la tavola a olio raffigurante la Sacra Famiglia, uscita nel gennaio del 2024 dalla collocazione dietro l’altar maggior per approdare, dopo il restauro, alla mostra Pellegrini di Speranza. Bovo, Contardo, Rocco, realizzata nel Museo Diocesano da maggio a novembre del 2025. Ad accogliere i tanti salesi incuriositi dall’evento è stato il vicario generale della Diocesi, don Francesco Larocca, che ringraziando gli intervenuti, tra cui il sindaco, ha sco- perto la tavola e ha comunicato che sarà esposta una copia perché la forte umidità non consente la conservazione ideale per l’opera. Paola Traversone, referente della Soprintendenza Archeologia, Beni Artistici e Paesaggio per le provincie di Alessandria, Asti e Cuneo, si è soffermata sul valore del dipinto, definito uno dei più importanti e- sposti nella mostra diocesana. Ha evidenziato, inoltre, come la tavola, nel tempo, fosse stata ridotta di dimensioni e ha avanzato l’ipotesi che la sede originaria non fosse San Calocero ma Santa Maria e San Siro. A sostenere la tesi ci sarebbe quanto riportato nella visita pastorale del 1565 dove viene citata “picta, parva anconeta” nella cappella di S. Giacomo Maggiore e riferisce come l’autore si sia “ispirato ad un dipinto di Cesare da Sesto o un suo seguace o un suo imitatore” datando l’opera nel primo quarto del Cinquecento. Nel soffermarsi poi sulle problematiche del restauro ha evidenziato come già nella fase di distacco si fosse compresa la precariatà del supporto ligneo. Tutti i presenti poi si sono spostati verso la chiesa di Santa Maria e San Siro dove è avvenuta la presentazione del restauro della Madonna Addolorata o dei 7 dolori. L’intervento di Paola Traversone ha messo in luce le peculiarità della statua in stucco, collocata nella nicchia posta sopra l’altare della cappella dell’Addolorata lungo la navata destra. Il riferimento artistico è il francese Pierre Puget che porta a Genova il rinnovamento introdotto da Lorenzo Bernini. Puget, sul finire del Seicento, introduce un nuovo sentire artistico di cui il manufatto è testimone. Lo stucco è stato plasmato in maniera mirabile nelle bellissime pieghe del vestito e del manto e nella posizione plastica della statua. Nella statua risaltano i colori tenui delle vesti, la leggerissima tinta della parete di fondo, emersi dopo una profonda pulitura che ha eliminato la stratificazioni di colore dei secoli successivi. Ha concluso la giornata un momento di convivialità nello splendido giardino di S. Maria curato con amore da Egidio Cristoferone.

Angelo Chiesa

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