Il realismo del governatore

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Di Cesare Raviolo

Le “Considerazioni finali”, presentate, come tradizione, a fine maggio, dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, forniscono anche quest’anno una fotografia dell’economia italiana e qualche indicazione sulle politiche economiche da adottare. Per Panetta l’Italia “è più esposta alla crisi energetica rispetto ai principali partner europei, e in un contesto internazionale sempre più instabile, questa vulnerabilità ri- chiede risposte strutturali: accelerare la transizione verso le rinnovabili, potenziare le reti, investire sull’efficienza”. Il governatore auspica “l’adozione delle nuove tecnologie”. Oggi solo il 5% delle imprese italiane fa uso intensivo dell’intelligenza artificiale e il divario con la media Ue si sta ampliando. Il potenziale dell’IA per accrescere la produttività è enorme ma non automatico: serve il trasferimento tecnologico verso le piccole medie imprese, il sostegno alle imprese innovative, lo sviluppo del venture capital (investimenti in attività a forte crescita) e l’orientamento della pubblica amministrazione all’innovazione. Su istruzione e lavoro, Panetta è esplicito: “I benefici dell’IA rischiano di concentrarsi su chi ha competenze elevate, accentuando le disuguaglianze”; il fatto che l’Italia investa in istruzione un punto di Pil in meno rispetto alla media europea è “una debolezza particolarmente preoccupante” – dichiara. Per il governatore, in un contesto di profonda crisi globale, la risposta non può essere la chiusura ma la maggiore unità del- l’Europa, con il completamento del mercato unico, integrando i mercati dei capitali e dotandosi di un titolo sovrano Ue per finanziare gli investimenti comuni. Occorre che “i governi nazionali superino remore e posizioni di retroguardia e contribuiscano al cambio di passo che serve”. In caso contrario e prolungandosi il conflitto Usa-Iran, nel biennio 2026-27, il tasso di crescita potrebbe ridursi di 1 punto percentuale e l’inflazione raggiungere un picco superiore al 6%. “L’Italia ha punti di forza importanti – rileva Panetta – che rischiano però di non tradursi in crescita se non si interviene con determinazione sulle debolezze strutturali”: dalla sfida della produttività a quella demografica, fino a quella energetica e tecnologica. Il criterio ultimo del successo di queste iniziative sarà la capacità di offrire opportunità e futuro ai giovani. Non ottimismo, né pessimismo, ma sano realismo, perché “è su questa capacità di risposta che il Paese – e la politica – saranno giudicati” – conclude il governatore.

raviolocesare [at] gmail.com

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