San Maloyan, martire armeno
Di Daniela Catalano
Il santo di questa settimana è il martire di Cristo Ignazio Choukrallah Maloyan, canonizzato da Papa Leone XIV il 19 ottobre dello scorso anno a Roma. Nato il 19 aprile 1869 a Mardine, in Turchia, a14 anni entra nel convento di Bzommar in Libano e inizia gli studi in preparazione al sacerdozio. È ordinato il giorno del Corpus Domini del 1896. Dopo un primo periodo in Egitto, nel 1904 il Patriarca Boghos Bedros XII lo nomina suo segretario. Il 22 ottobre 1911, durante il Sinodo dei vescovi armeni riunito a Roma, è eletto arcivescovo di Mardine. Nel 1915 la Chie- sa Armena in Turchia vive giorni drammatici, con l’entrata in guerra al fianco di Germania e Austria. Gli Armeni, infatti, si dimostrano renitenti e i nazionalisti islamici li accusano di connivenza con la Russia. Lo stesso Maloyan è contrario a ogni commistione tra fede cristiana e politica degli insurrezionalisti; si comporta come un suddito fedele dell’Impero Ottomano, tanto che il sultano gli conferisce due alte onorificenze. Di fatto, però, il governo è esautorato dalla polizia locale, capeggiata dagli integralisti islamici e Ignazio si accorge che la situazione sta precipitando per i cristiani, che prepara al peggio. Il 30 aprile 1915 la polizia fa irruzione nel palazzo episcopale e lo accusa di ricettazione di armi per poterlo incastrare. L’arcivescovo rivolge al suo popolo un accorato appello a mantenere salda la fede e diffonde il suo testamento spirituale, che è una professione di fedeltà alla Chiesa di Roma. Lo arrestano il 3 giugno, festa del Corpus Domini, insieme a 662 cristiani. All’esplicita richiesta di farsi musulmano per essere liberato, il presule risponde con un netto rifiuto. Prima di essere avviato ai lavori forzati, Ignazio esorta i suoi fedeli a essere pronti a dare la vita per Cristo e pronuncia queste parole: «Considero lo spargimento del mio sangue in favore della mia fede, il desiderio più dolce del mio cuore, perché so perfettamente che se sarò torturato per amore di Colui che è morto per me, avrò ottenuto di vedere il mio Signore e mio Dio». L’11 giugno 1915, festa del Sacro Cuore, è ucciso con un colpo alla nuca, a soli 46 anni.
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