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La tre giorni del Settore Adulti di A.C. a Brusson con Landra e Colombo dell’Azione Cattolica milanese

BRUSSON – Dal pomeriggio di venerdì 3 a domenica 5 luglio l’Azione Cattolica diocesana ha organizzato nella Casa Alpina “La Montanara” di Brusson la Tre giorni per il Settore Adulti alla quale ha partecipato un gruppo di aderenti di diverse età, in linea con lo spirito intergenerazionale associativo, provenienti dai vari Vicariati diocesani e alcuni amici dell’A.C. È stato un tempo nel quale riflettere e confrontarsi sul tema “Un nuovo incontro” al termine del cammino associativo formativo annuale, in un clima di amicizia e di condivisione, accompagnati e stimolati da due amici di A.C., entrambi della Diocesi di Milano: Silvia Landra e Giovanni Colombo e con la guida di don Cristiano Orezzi, assistente diocesano di A.C. Nella serata di venerdì il campo si è aperto con i saluti del presidente diocesano Paolo Zani e dei vice presidenti Adulti, Paola Montagna e Paolo Santinoli, che hanno introdotto Silvia Landra, medico psichiatra impegnata presso alcuni istituti penitenziari milanesi, collaboratrice del Centro Studi sulla sofferenza urbana della Casa della Carità di Milano, che è stata presidente di A.C. della Diocesi di Milano e, attualmente, è in Consiglio nazionale. Con piglio deciso e grande empatia, Silvia ha subito posto l’attenzione sull’importanza delle relazioni, su come queste vadano conosciute e rispettate e sul fatto che ci sono vari modi per affrontare i conflitti e per starci dentro. Proprio per capire meglio il proprio modo di porsi ha proposto delle attività pratiche realizzate in gruppo che hanno permesso di conoscersi meglio e di riflettere su alcuni aspetti della personalità. Attraverso una semplificazione della “finestra di Johari” Silvia è riuscita a spiegare la complessità della personalità di ciascuno che si basa su ciò che coscientemente riveliamo di noi, ma anche ciò che comunichiamo in maniera del tutto inconsapevole alle persone che ci circondano. Dalla combinazione delle due dimensioni di analisi si ottengono quattro quadranti che aiutano a comprendere meglio chi siamo tra noi e dentro di noi. Nella mattinata di sabato, Landra ha ripreso il suo percorso e si è soffermata sugli stili comportamentali che ha descritto come degli alberi formati dalla radice che è la motivazione profonda, dal tronco che sono le priorità percepite di azione-relazione e i rami ovvero le caratteristiche che gli altri colgono. Ha individuato quattro stili – controller, creativo, solidale e logico – all’interno dei quali ciascuno ha potuto riconoscersi e da questo è nato un interessante scambio di visioni sul come si percepiscono gli altri e se stessi. Prima di pranzo il gruppo ha fatto una piacevole passeggiata fino a Pracharbon, vicino ad Antagnod, dove ha consumato il pranzo al sacco sul prato. Nel pomeriggio l’assistente don Cristiano ha invitato tutti a riflettere sulla parte iniziale della seconda Lettera di san Paolo ai Corinzi, testo di riferimento del cammino annuale per gli Adulti. Il sacerdote ha sottolineato come Paolo, definendosi apostolo per appartenenza esclusiva a Cristo, riconosca negli altri dei fratelli, ovvero persone che partecipano alla medesima vita di Dio e ha anche spiegato che lo Spirito Santo immerge il credente nell’amore trinitario proprio attraverso le fatiche e i conflitti della vita ed è proprio l’amore di Dio che trasforma ogni sofferenza in un bagaglio spirituale capace di generare speranza e autentica comunione fraterna. Nel pomeriggio la parola è passata a Giovanni Colombo, brianzolo di nascita e milanese d’adozione, avvocato e dirigente pubblico, che è stato responsabile del settore giovani di A.C. nella diocesi di Milano, presidente della Rosa Bianca e, per 17 anni, consigliere comunale di Milano. A lui il compito di analizzare le situazioni di conflitto a livello internazionale e nazionale per comprenderne le cause scatenanti e trovare le motivazioni per una possibile via di uscita attraverso un nuovo inizio. Dall’analisi della Magnifica Humanitas di Leone XIV sono emerse chiaramente 5 piste “di responsabilità quotidiana e pubblica” per costruire una società capace ancora di sognare e di sperare. Domenica mattina, dopo la Messa celebrata da don Orezzi, il gruppo si è ritrovato ancora con Silvia e Giovanni per un interessante scambio di opinioni, nello spirito di A.C. che vuole sempre essere dialogante e accogliente.

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