Ogni promessa è debito

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Di Carlo Zeme

«Se ti infili il pigiama dopo giochiamo un po’». Margherita non fa una piega, infila i piedini nei pantaloni e la testa nella ma- glia, ha un sorriso smagliante e soprattutto la scatola con le costruzioni tra le mani. Ogni promessa è debito, è tardi e la nostra routine serale imporrebbe la via del letto, ma non si può deludere e rimangiare la parola data, la coerenza soprattutto agli occhi della più piccola di casa ha la meglio e cominciamo a impilare un cubetto dietro l’altro con l’obiettivo di creare la torre più alta che possiamo fare. Il mio cervello a volte mi trae in inganno e sembra uno sconosciuto, batte il tasto su punti deboli, su scorciatoie da prendere mentre sono stanco oppure distratto. Il pensiero di promettere qualcosa pur di velocizzare le operazioni è una tentazione che mi prende la mattina mentre siamo di fretta, la sera quando bisogna finire la giornata oppure semplicemente quando stacco tutti i radar e mi sintonizzo su altri pianeti. Come sempre è un di- scorso di prospettive, forse per farle indossare un vestito basterebbe rendere la cosa un pochino più piacevole e divertente, e così assecondo Margherita che si diverte a dirmi che è tornata “piccola” e vuole sdraiarsi sul lettino come fosse un fasciatoio. La mattina si può respirare nonostante il tempo che va veloce e raccontare a Margherita che dobbiamo correre in strada a svegliare l’auto che ci porterà all’asilo, un piccolo compito, un obiettivo che rende tutto un po’ più avventuroso. Sulla teoria vado forte, anzi fortissimo, in queste poche righe sono sempre pronto a dispensare i consigli giusti al momento giusto, nella pratica ci sarebbe da chiedere una verifica a Margherita oppure a Melina che condivide con noi una buona parte di azioni e situazioni delle nostre vite. Ora come ora, conoscendo i miei limiti e non volendo sfidare la mia coerenza, non posso promettere che troverò sempre la chiave giusta per convincere Margherita; è certo però che se ci vedrete per strada bussare alla portiera della nostra macchina urlando «Sveglia, Sveglia!» vorrà dire che ha vinto la pazienza.

carlo.zeme [at] gmail.com

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