San Pancrazio e… la grappa

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Di Pier Luigi Feltri

Silvano d’Orba si colloca nel settore meridionale della provincia di Alessandria, lungo il corso del torrente dal quale mutua il nome. Le origini dell’abitato si radicano nel Medioevo, ma si inseriscono in una storia certamente più antica. Emblematica, in questo senso, è la vicenda di Rondinaria, un importante centro fortificato che fu distrutto verso il XII-XIII secolo. Solitari testimoni di quella presenza rimangono i ruderi di due “torrazzi” nel piazzale del cimitero di Silvano. L’organizzazione urbanistica dell’attuale paese riflette la partizione tra Villa Inferiore e Villa Superiore, due nuclei urbani quasi congiunti, separati però da alterni accadimenti, nonché da qualche metro di dislivello. Nella più estesa Villa Inferiore si leggono i resti della rocca monferrina, ed è presente la chiesa di San Sebastiano. Nella Villa Superiore, invece, si eleva il castello degli Adorno; a breve distanza sorge la chiesa di San Pietro. Fuori dal centro, raggiungibile anche a piedi con un percorso di circa mezz’ora, la pieve di Santa Maria in Prelio si presenta come uno dei luoghi di fede più antichi e significativi del territorio. Ma il luogo più amato dai Silvanesi resta la chiesa di San Pancrazio, situata in posizione appartata rispetto all’abitato. Il culto diquesto santo, giovane martire dei primi secoli della cristianità, ha come principale riferimento la basilica romana sul Gianicolo. Da lì, le sue reliquie giunsero a Silvano nel corso del XII secolo. La memoria liturgica cade il 12 maggio e costituisce un momento significativo per il paese, con celebrazioni sia religiose, sia civili. Il culmine dei festeggiamenti è previsto per domenica 17 maggio, quando il paese si animerà nella tradizionale fiera, con le vie occupate dalle bancarelle e la piazza dalle giostre. Alle 10 si terrà la Santa Messa, terminata la quale sarà portata in processione la statua del santo patrono. Fra le altre iniziative culturali: sabato 16 maggio, alle 17, la chiesa di San Pietro ospiterà un concerto con il pianista ucraino Danylo Saienko impegnato in un programma che attraversa Liszt, Schubert rielaborato da Liszt, Ravel, Kosenko e Chopin; a precedere l’esibizione, alle ore 16, una lezione curata dal Circolo Dialettale Silvanese “Ir Bagiu” proporrà un approfondimento storico sul luogo. Chiudiamo il nostro excursus ricordando come Silvano vanti la definizione di “Borgo della grappa”, sintomo di una tradizione distillatoria ancora viva: valutare una degustazione è quasi un obbligo.

pierluigi.feltri [at] gmail.com

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