Dottore in buone maniere

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Di Silvia Malaspina

Caro il mio laureando, tu che sei prossimo alla sessione dell’anno accademico maggiormente bramata per il conseguimento dell’agognato titolo di dottore, dovresti leg- gere il reportage che il quotidiano Repubblica ha pubblicato il 21 aprile sui festeggiamenti che scattano immediatamente dopo la proclamazione. Ne è emerso che gli atenei italiani lamentano tutti la medesima situazione: urla, canti, lancio di coriandoli di plastica molto inquinanti, fumogeni, consumo di cibo e alcool che lasciano rifiuti in prossimità delle aule. Da qui la promulgazione di ordinanze comunali che mirano a regolamentare un fenomeno che sta avendo impatti negativi anche sul decoro generale degli spazi urbani. Così, caro laureando, a seconda di dove tu abbia completato il corso di studi, ti troverai a dover ottemperare a specifiche disposizioni: a Padova vengono banditi il lancio di uova e farina e i fuochi d’artificio, a Venezia sono vietate le bombolette spray, le trombette da stadio e le bottiglie di vetro, a Torino il Politecnico distribuisce bolle di sapone in barattoli in bioplastica e promuove party a base di biscotti portati da casa. Per venire all’ateneo a noi più vicino, Pavia, già nello scorso dicembre il quotidiano La Provincia Pavese lamentava il crescente degrado degli spazi della sede centrale, ove l’utilizzo di palloncini, nastri colorati e coriandoli di plastica ne comportava l’infiltrazione difficilmente amovibile tra l’acciottolato. Ti si prospettano quindi meste e sommesse celebrazioni? Uscirai dall’aula coronato d’alloro, accolto da un sussurrato e flemmatico «hip hip urrà», anziché dal goliardico Canto della Mosca, eseguito a squarciagola e corredato da altrettanta goliardica gestualità? Non incaricherai più i genitori di incatenarsi ore prima della proclamazione alle panchine esterne alle aule, affinché ci si accaparri la migliore postazione per il brindisi e il rinfresco? I provvedimenti comunali non si spingono a tanto, ma mirano a ripristinare il giusto equilibrio tra il diritto a gioiosi festeggiamenti e la salvaguardia dell’ambiente, del decoro urbano e della quiete pubblica. Nessuno, caro laureando, vuole depredarti della gioia di condividere un traguardo tanto importante con amici e parenti! Un conto, però, sono un brindisi e una canzoncina pecoreccia, un altro è il mancato rispetto degli spazi e dei monumenti. Per concludere con una tradizione pavese: se il cavallo della statua del Regisole in piazza Duomo potesse, scenderebbe dal basamento e ti rincorrerebbe scalciando, per evitare che tu, come prima mossa da neo dottore, ti arrampichi su di lui per l’iconica foto ricordo.

silviamalaspina [at] libero.it

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