La dedicazione della Cattedrale è un momento di festa per tutta la Diocesi
Il 28 aprile la Messa alle ore 8 celebrata da Mons. Marini
TORTONA – «Tutti devono dare la più grande importanza alla vita liturgica della Diocesi che si svol- ge intorno al vescovo nella sua chiesa cattedrale: convinti che c’è una speciale manifestazione della Chiesa nella partecipazione piena e attiva di tutto il popolo di Dio alle medesime celebrazioni liturgiche, al medesimo altare cui presiede il vescovo, circondato dai suoi presbiteri». Così la costituzione sulla liturgia Sacrosantum Concilium del Concilio Ecumenico Vaticano II al numero 41 esprime in sintesi la finalità e la simbologia della Chiesa cattedrale: quella di essere visibilità per la Diocesi dell’unità della fede, della celebrazione, dell’Eucaristia attorno all’unico pastore, il vescovo. La cattedrale è visibilità della comunione ecclesiale. Per questo, fin dai tempi più antichi, la liturgia ha celebrato il gior- no della dedicazione della chiesa cattedrale. Lo farà anche la Diocesi il 28 aprile quando il calendario liturgico segna la festa della dedicazione della Cattedrale di Tortona. Perché ricordare la dedicazione? Non certo per celebrare le belle opere d’arte lì custodite o semplicemente per un tributo alla storia pur gloriosa, ma perché la comunità che lì si raduna possa ricordarsi di essere un cuor solo e un’anima sola attorno al vescovo nella comunione dei presbiteri e di tutto il popolo di Dio nell’unica fede e nell’unica eucaristia. L’attuale cattedrale di Tortona fu iniziata con la posa della prima pietra dal cardinale tortonese Giam- paolo Della Chiesa il 10 settembre del 1574 e consacrata dal vescovo diocesano Monsignor Cesare Gam- bara il 2 ottobre 1585. È dedicata a Maria Assunta e a san Lorenzo. La festa fu stabilita il 28 aprile e in quella data, martedì prossimo, sarà celebrata una solenne liturgia alle ore 8 presieduta dal vescovo, circondato dal Capitolo della Cattedrale e da tutto il popolo di Dio che vorrà partecipare. È un’occasione per manifestare la comunione che i fedeli, pietre vive e scelte sono chiamati a custodire per edificare la Chiesa viva, che ogni giorno ripete a tutti, come in questo tempo pasquale, che il Signore è veramente risorto.Don Claudio Baldi

