Chiamati alla santità

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Il 14 maggio alla Guardia la Giornata di preghiera per i sacerdoti della Diocesi

TORTONA – Giovedì scorso nel santuario della Madonna della Guardia è stata celebrata la Giornata della Santificazione Sacerdotale, istituita il 25 marzo 1995 da san Giovanni Paolo II. Come negli anni scorsi, in Diocesi si è scelto di viverla nel mese di maggio e non in prossimità della festa del Sacro Cuore di Gesù come una tappa dei pellegrinaggi vocazionali che il vescovo fa in alcuni santuari mariani diocesani. Quest’anno durante la Messa, Mons. Guido Marini ha ammesso agli ordini sacri e ha conferito i ministeri del lettorato e dell’accolitato a 9 candidati al diaconato per- manente e a 2 al presbiterato. All’inizio della liturgia il vescovo ha ricordato come la santità deve essere la meta e il senso di tutta la vita dei sacerdoti e ha salutato con affetto le persone consacrate, le religiose, i religiosi e i fedeli presenti che si sono uniti alla preghiera insieme ai candidati in cammino verso il diaconato e il sacerdozio e ha affidato a Maria l’intenzione di poter aver sante vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa. Nell’omelia Mons. Marini dopo aver illustrato numericamente la situazione del clero diocesano che conta su 127 operanti tra cui 7 fidei donum e una quarantina di religiosi, ha posto l’attenzione sul tema della santificazione ovvero sulla santità della vita e volgendo lo sguardo a san Luigi Orione di cui cadeva la festa il 16 maggio, ha ricordato come la presenza di un solo santo può cambiare le sorti diuna Diocesi e il cammino della storia. «Il segreto del presente e del domani della nostra Diocesi è la santificazione» – ha detto il vescovo. Facendo riferimento alla festa di san Mattia, «un santo chiamato a far parte del collegio apostolico», che ricorre proprio il 14 maggio e alla pagina del Vangelo del giorno nella quale Gesù parla di dare la vita per gli amici nella gioia, Mons. Marini ha messo in evidenza tre aspetti fondamentali della santità per un sacerdote, che sono: rimanere nel Signore e nella comunità; dare la vita e vivere nella gioia del Signore. Nella vita quotidiana, “rimanere nel Signore” significa innanzitutto coltivare una vera intimità d’amore con Lui attraverso la celebrazione eucaristica, l’ascolto della Parola e l’ado- razione davanti all’Eucaristia e stabilire una relazione di amore autentico e appassionato con Dio che viene prima di ogni altra cosa. Inoltre, vuol dire stare con il cuore, nella comunità degli amici del Signore e quindi in unione al vescovo, ai confratelli e al popolo che è stato affidato. La santità passa infatti attraverso la dedizione che unisce l’unione intima con Cristo alla presenza costante e affettuosa in mezzo alla propria comunità. La santità poi consiste nel donare tutto sè stesso in modo incondizionato. Il sacerdote è chiamato a vivere totalmente per gli altri, sull’esempio del sacrificio di Cristo. Infine, non può esserci vera santità se non si vive la gioia della vita sacerdotale. Rimanere in Lui, nella comunità e donarsi agli altri devono essere vissuti con un entusiasmo che riflette la bellezza della chiamata ricevuta. «La giornata della santificazione – ha detto Mons. Marini concludendo – è un giorno di riflessione per tornare alle radici della santità alla quale il Signore ci chiama. È la giornata nella quale domandarci seriamente che cosa c’è di ostacolo in questo cammino e supplicare il Signore perché rimetta in movimento, riscaldi, ridia lo slancio e l’entusiasmo per questo bellissimo dono del sacerdozio». Dopo la recita del Credo il vescovo ha proceduto con il Rito di Ammissione agli Ordini Sacri e con il conferimento del Lettorato e dell’Accolitato ad alcuni candidati. E nel santuario è risuonata forte la voce degli 11 fratelli che hanno detto il loro “sì” convinto e gioioso. Prima della benedizione finale Mons. Marini ha espresso gratitudine ai candidati, ai lettori e agli accoliti per aver accolto la chiamata del Signore e per il fatto «che operano con serietà e responsabilità il discernimento per rispondere in pienezza alla volontà di Dio» e a tutte le loro famiglie e ha raccomandato ai suoi sacerdoti di far sentire al mondo l’affetto recipro- co che provano, per essere davvero capaci di trasmettere la bellezza di una Chiesa «nella quale si è amici, ci si vuole bene e dove l’amicizia e il bene si sentono anche concretamente e con i gesti».

Daniela Catalano

Ammissione, Lettorato e Accolitato: il rito e i candidati della Diocesi

L’Ammissione agli Ordini sacri è il primo passo ufficiale nel cammino verso il diaconato e il presbiterato. Il Lettorato e l’Accolitato sono i due ministeri che precedono l’ordinazione al diaconato e al presbiterato. L’Ammissione agli Ordini sacri consiste in una dichiarazione pubblica con cui il candidato esprime la propria volontà di donarsi alla Chiesa e il vescovo accoglie tale proposito, ammettendolo ufficialmente. Giovedì scorso sono stati ammessi al cammino verso il Diaconato permanente: Antonio Berardino della parrocchia di San Giovanni Battista in Bressana Bottarone, Silvano Merlo della parrocchia di Sant’Eusebio in Varinella, Gianfranco Perri della parrocchia dei SS. Martino e Stefano in Serravalle Scrivia, Paolo Ricotti della parrocchia dei SS. Nabore e Felice in Stradella, Alessandro Roveda della parrocchia di San Giacomo in Arquata Scrivia, Fernando Udugampolage Thilanka Mahimal Dhananjaya della parrocchia di San Giacomo in Arquata Scrivia e al cammino verso il Presbiterato Matteo Albareda del Seminario diocesano. Il Lettore viene istituito per proclamare le Sacre Scritture (a esclusione del Vangelo) durante la liturgia, guidare la preghiera dei fedeli ed educare alla fede. Dopo averlo chiamato per nome il vescovo ha consegnato al candidato Marco Casazza della Parrocchia della parrocchia di San Lorenzo in Voghera, la Bibbia pronunciando la formula in cui gli ha affidato il compito di trasmettere fedelmente la parola di Dio. L’Accolito è istituito per aiutare il diacono e il sacerdote nel servizio all’altare e per distribuire la Comunione ai fedeli e agli infermi. Come per il Lettorato, dopo la chiamata dei candidati, il vescovo ha consegnato ai futuri accoliti Vittorio Alberico della parrocchia di San Giovanni Battista in Casei Gerola, Andrea Iovino della parrocchia di San Bernardino in Tortona e Giuseppe Giorgi del Seminario diocesano, il vassoio con il pane e il calice, esortandolo a conformare la propria vita e il proprio servizio al mistero eucaristico.

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