Don Captini è “vero uomo di Dio”

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A Casteggio la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo per i 60 anni di ordinazione del sacerdote

CASTEGGIO – Era il 29 giugno 1966 quando mons. Gianni Captini diventava sacerdote e proprio alla vigilia dell’anniversario quella data è stata ricordata in modo speciale. La comunità pastorale “San Luigi Versiglia” che comprende Casteggio, Mairano e Oliva Gessi, dove mons. Captini da alcuni anni è aiuto pastorale, si è ritrovata domenica scorsa alle ore 18 nella chiesa del Sacro Cuore, con il parroco don Luca Ghiacci e il diacono Angelo Capittini, per la Messa di ringraziamento che è stata animata dai canti solenni della “Grande Schola Cantorum” diretta da Giuseppe Ascagni. A presiedere la celebrazione è stato il vescovo Mons. Guido Marini che ha accolto l’invito di don Luca a festeggiare il caro don Gianni in occasione di questo importante traguardo e anche per i suoi 85 anni compiuti il 27 giugno. All’inizio don Ghiacci ha preso la parola per salutare il vescovo e per esprimere al confratello la gratitudine per il suo «ministero condotto con tanta delicatezza, tanta saggezza, grande bontà e un’infinita disponibilità». Mons. Marini nella sua omelia ripercorrendo la parola di Dio ascoltata nella liturgia domenicale, si è soffermato su un’e- spressione della prima lettura che definisce il profeta Eliseo “un uomo di Dio”. «Quando si dice “uomo di Dio” – ha precisato Mons. Marini – si dice anche che nella bontà, nella saggezza, nella pazienza di un uomo si intravede qualcosa della bellezza dell’amore del Signore», per questo don Gianni è proprio «un uomo di Dio». Il vescovo, guardando al ministero di mons. Captini, ha spiegato che è «uomo di Dio» perché «ha pensato e pensa a coloro che gli sono stati affidati; vive la propria giornata nel desiderio che i propri fratelli nella fede possano vivere fino in fondo il proprio battesimo; non pensa a sé, ma pensa a dare la vita per coloro che costituiscono il popolo di Dio e la sua vita». Mons. Marini, inoltre, ha paragonato l’esistenza del sacerdote al lago di Galilea che riceve acqua e a sua volta la dona, allo stesso modo nei 60 anni di sacerdozio don Gianni «ha ricevuto molto e riceve molto, ma tutto ciò che ha ricevuto e che riceve lo dona ed è per questo che la sua vita è feconda di bene, di amore e di fede». Al termine il festeggiato, che ha ringraziato il vescovo, don Luca e la sua comunità pastorale con molta commozione e grande umiltà, ha ricevuto un lungo e caloroso applauso, una vera e propria “standing ovation”, segno tangibile del profondo affetto che parrocchiani e amici nutrono per lui.

Daniela Catalano

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