Preghiera in fabbrica per prepararsi alla Pasqua
Il 31 marzo il vescovo ha celebrato la Messa nello stabilimento della Novi-Elah-Dufour
NOVI LIGURE – Lo stabilimen- to della “Novi Elah Dufour” martedì mattina si è fermato per consentire a dirigenti e dipendenti di partecipare alla Messa del Precetto pasquale celebrata dal vescovo, Monsignor Guido Marini. Il Pastore della Diocesi è giunto nel reparto dello stabilimento dove era stato allestito l’altare per la celebrazione, accompagnato dal presidente dell’industria dolciaria, Guido Repetto e dal figlio, ha salutato uno a uno tutti i presenti poi è andato all’altare dove lo attendeva don Massimo Bianchi, vicario foraneo di Novi e parroco della Comunità pastorale “Santa Teresa di Calcutta”, e ha affermato: «Do- po avervi salutato personalmente devo dirvi che sono molto contento di essere di nuovo qui, in questo stabilimento bello e importante del territorio novese, ma di tutto il nostro territorio. Con particolare affetto saluto il dottor Guido Repetto con tutta la famiglia, poi la dirigenza e tutti coloro che qui operano a diverso titolo. Saluto con cuore don Massimo Bianchi e una delle religiose presenti in città, che arricchisce della sua bella presenza la celebrazione». «Viviamo insieme questa Messa – ha sottolineato Monsignor Guido Marini – in un periodo particolarmente significativo perché siamo dentro la Settimana Santa e questa è proprio un’anticipazione della grande solennità della Pasqua». Affermando «Viviamo insieme questa Messa» il vescovo ha fotografato con le parole il clima che si percepiva nello stabilimento, dove un uditorio attento, partecipe, concentrato e numeroso seguiva, anche con il linguaggio del corpo, la celebrazione del Precetto pasquale offrendo una bella immagine di fede e religiosità cristiana, importante nell’ambiente di lavoro come in famiglia. Un altro momento toccante e significativo della celebrazione del vescovo è stato quello della benedizione finale: «Tracciamo su di noi il segno della Croce – ha detto – con il quale dichiariamo la nostra identità, cioè l’essere peccatori perdonati». «Le due P – ha spiegato Mons. Marini – sono la nostra identità: peccatori, certo; ma anche perdonati». Il vescovo ha concluso invocando la benedizione del Signore sui presenti e anche sulle loro famiglie, sugli ammalati e su quanti vivono giorni di tensioni in diverse parti del mondo e sulle popolazioni martoriate dalle guerre.
Luciano Asborno

