Trasformare Novi in una “città per tutti”

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Il progetto dell’assessore Casanova per eliminare tutte le barriere architettoniche

NOVI LIGURE – Una città non si misura solo dalla solidità dei suoi palazzi, ma dalla sua capacità di non lasciare indietro nessuno. È con questa profonda consapevolezza che l’amministrazione comunale di Novi Ligure ha intrapre- so un cammino ambizioso, fortemente voluto e promosso dall’assessore Gian Filippo Casanova: dotare la città del Peba, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Non si tratta di un semplice adempimento burocratico, ma di una vera e propria promessa per il futuro. Il percorso, affidato alla competenza dell’équipe dell’architetto Fabrizio Furia, si articolerà in tre anni di studi, rilievi e proposte con- crete, a cui seguirà un programma decennale di interventi. È un tempo lungo, certo, necessario non solo per reperire le ingenti risorse economiche, ma soprattutto per accompagnare una profonda trasformazione culturale. Novi, in realtà, ha già compiuto passi importanti. Basti pensare all’istituzione del “Disability manager”, alla creazione di parcheggi riservati, all’installazione dei percorsi tattili “Loges” per non vedenti e al costante impegno per l’inclusione scolastica e sociale. Eccellenze come il Museo dei Campionissimi, che ha già attuato il proprio Peba grazie ai fondi Pnrr, e il teatro cittadino, interamente accessibile, dimostrano che la sensibilità non manca. Tuttavia, la vera sfida dell’assessore Casanova è fare un salto di qualità: trasformare Novi in una “città per tutti”. Questo ideale ha trovato una straordinaria sponda culturale nei “Lunedì dell’urbanistica inclusiva”. Nel primo incontro, svoltosi nel chiostro della biblioteca davanti a oltre cento persone, l’urbanista Elena Granata del Politecnico di Milano ha presentato il suo libro La città è di tutti, edito da Einaudi. Un testo che invita a superare la logica dell’urbanistica ostile per riscoprire il principio secondo cui ciò che ha valore non ha prezzo. Il secondo appuntamento, fissato per lunedì 13 luglio sempre in biblioteca, vedrà come ospite Alberto Vanolo, docente all’Università di Torino e autore del volume “La città autistica”. Partendo dalla sua esperienza di padre di un ragazzo “neurodivergente”, Vanolo allargherà l’orizzonte verso le disabilità non visi- bili, che richiedono ambienti accoglienti e stimoli adeguati. È proprio qui che si innesta la visione politica dell’amministrazione. Lo abbiamo invitato – spiega con determinazione l’assessore Casanova – perché la sfida che vogliamo raccogliere nell’elaborare il nuovo modello di città, grazie a un lavoro condiviso tra amministratori, tecnici e professionisti esterni, è proprio quella di tenere conto di que- ste esigenze complesse. Siamo consapevoli delle difficoltà e della rarità di esperienze simili a cui ispirarsi. Ma oggi non possiamo più ridurre l’approccio alla disabilità alla semplice realizzazione di un parcheggio o di uno scivolo. Vogliamo una città che sappia accogliere l’interiorità e la sensibilità di ognuno».

Vittorio Daghino

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