Schiavi delle fotografie?
Di Carlo Zeme
Pochi giorni prima che nascesse Margherita ricordo nei corridoi rivestiti da moquette un collega dirmi questa frase: «Preparati, quando nascerà, la galleria del cellulare si trasformerà in una macchia rosa fatta solo di foto della piccola…». A distanza di due anni e mezzo posso sostanzialmente confermare la previsione: pur intervallata da liste della spesa e promemoria, la mia galleria ha il fiocco rosa. In famiglia siamo sempre stati piuttosto affezionati agli album e alle foto stampante; Melina ha coltivato la passione per la creazione di volumi che raccontano gli anni che stiamo trascorrendo insieme e la piccola si diverte a riconoscere le persone in posa che si susseguono tra vacanze e giorni di festa. Resta il fatto che recentemente, mentre la stavo immortalando durante una passeggiata, mi sono fermato a chiedermi se possa essere una buona idea bloccare le nostre azioni, di qualsiasi genere, con il filtro dello smartphone. La domanda che mi pongo, assomiglia ai dilemmi atavici dell’umanità: non sono il primo individuo al mondo a pensarci su e se chiedessi a “Papà Google” avrei subito una risposta, probabilmente dettata dalla “Zia intelligenza artificiale”. Tornando alla spia che ha acceso il mio cervello, ho visto Margherita mettersi in posa e sorridere a trentadue denti ricominciando poi a fare ciò che stava facendo scattata la foto, quasi come avesse dovuto sbriga- re una pratica. Vale la pena di catturare ogni singolo momento? Ogni singola conquista? È giusto avere le mani occupate dallo smartphone mentre dovrei averle libere per applaudire a qualcosa di bello oppure per ab- bracciare un’emozione? Con tutte le nostre forze io e Melina proviamo a tenere il più possibile il cellulare in tasca mentre viviamo vicino a Margherita: inseriamo la vibrazione o addirittura la modalità aereo e, proprio come in un Boing 737, giochiamo a volare sopra il tappetto della cameretta trasformandolo in una spiaggia. Ve lo farei vedere volentieri questo tuffo nella fantasia ma per una volta abbiamo deciso di non scattare nessuna foto.
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