Albera e gli spaventapasseri
Di Pier Luigi Feltri
Albera Ligure è un comune della Val Borbera, situato nella parte meridionale della provincia di Alessandria, alle pendici del Monte Ebro. Le sue origini sono anteriori all’età romana; il toponimo viene ricon- dotto a una radice ligure, “alb”, con il significato di “centro” o “insediamento”. L’abitato conserva l’impianto di un antico borgo di fondovalle, sviluppato attorno alla chiesa di San Giovanni Battista. Essa presenta forme tardo settecentesche, secondo un gusto barocco ligure. Da segnalare i quattro olii su tela in formato ovale realizzati da Giovanni David, incisore e pittore settecentesco nativo di Cabella Ligure, e i quindici tondi dedicati ai Misteri del Rosario. Addossato al lato della chiesa si trova un porticato ad archi in pietra, tradizionalmente detto “ossario”; si pensa che il nome derivi dall’area cimiteriale che doveva essere situata accanto all’antica pieve. Dal punto di vista territoriale, Albera mantiene una conformazione dispersa in numerose frazioni, legata a un uso estensivo del suolo e a un’economia storicamente basata su agricoltura, allevamento e sfruttamento del bosco. Oggi la popolazione è ridotta rispetto al passato e il paese si anima soprattutto a livello stagionale, con una frequentazione legata anche all’escursionismo nelle aree appenniniche. Una delle frazioni più interessanti è Vendersi, il famoso “paese degli spaventapasseri”. Circa settanta di queste figure adornano e rendono curiosa la località. Sono stati realizzati con materiali di riciclo e ispirati dalle persone che un tempo popolavano la frazione. Sulla collina è possibile anche ammirare un campo di lavanda. La chiesa della frazione è situata in posizione panoramica, leggermente distaccata dal centro abitato, ed è intitolata ai santi Fortunato e Matteo. A Vendersi era situata un’importante abbazia, dedicata a San Pietro. Secondo la tradizione fu abbattuta da una frana intorno al 1200. Una zona pianeggiante, detta Pian dei Preti, si ritiene il luogo ove sorgeva l’antico complesso monastico di cui non rimane traccia, se non in alcuni sporadici ritrovamenti, come quello di un sarcofago, oggi conservato presso la chiesa. Sulla strada fra Albera e Vendersi, in località Santa Maria, è possibile ammirare un antico mulino e un oratorio con facciata in pietra dedicato a Santa Maria della Neve. Anche Figino presenta una propria parrocchiale, con navata unica coperta da volta a botte e campanile con copertura a bulbo. Molto ben decorata pure la chiesa di San Michele Arcangelo, in frazione Volpara.
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