Alzarsi per vivere nell’amore di Cristo

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Il 28 giugno Mons. Marini è salito sul monte Antola per la solennità di san Pietro e ha celebrato la Messa con il parroco don Pietro Cazzulo

PROPATA – È stato un fine settimana intenso quello del 27 e 28 giugno sul monte Antola. La tradizionale festa è cominciata sabato 27 con il ristoro e la pastasciutta offerta dai volontari della parrocchia di Propata, coordinati dai rifugisti. Nonostante il gran caldo, moltissimi gli escursionisti e i giovani che hanno poi partecipato alla suggestiva fiaccolata che, a partire dalle ore 22, li ha condotti fino alla vetta, rischiarata da una luna quasi piena, con la croce illuminata come di consueto. Lassù ancora una volta, don Pietro Cazzulo ha concluso con alcune preghiere in particolare rivolte ai giovani, a tutti coloro che amano e hanno amato l’Antola e anche per la persona che, qualche ora prima, colta da malore, è stata trasportata a Genova dall’elicottero dei soccorsi in gravi condizioni. La serata è poi continuata con la musica tradizionale del duo Stefano e Nicolò fino a notte fonda, quando si è tornati alle tende e al rifugio per un poco di riposo prima dell’alba che, attesa e guadagnata da chi è salito dalla casa del Romano alle ore 3 e da chi si è alzato presto nei pressi della vetta, ha riservato il consueto spettacolo dei “tre salti del sole”… seguiti da focaccia, cioccolata e caffè per tutti. Il mattino di domenica 28 ha sancito un “cambio della guardia” con molti che sono scesi a valle e molti altri che sono giunti a piedi e a cavallo da tutti i sentieri delle valli Scrivia, Trebbia e Borbera per partecipare alla Messa nella solennità dei santi Pietro e Paolo anche quest’anno presieduta dal vescovo della Diocesi di Tortona a cui appartiene l’Antola, Mons. Guido Marini, che è giunto accompagnato da don Claudio Baldi e da molti giovani tortonesi della Comunità pastorale “San Marziano”, con i seminaristi. La celebrazione, immersa nella natura dell’Appennino, a 1500 metri tra l’azzurro e il verde, è stata occasione per alcune riflessioni che il vescovo ha lasciato ai partecipanti per la discesa dal monte, prendendo spunto dal Vangelo e dalla vita di san Pietro. Cristo invita Pietro e noi ad “alzarci”, per uscire dalle prigioni della nostra vita e liberarci delle molte schiavitù dal quotidiano che spesso appesantiscono le nostre giornate, impedendoci di vivere una vita piena alla luce del Signore. L’altro l’invito è stato a chiedersi chi è per noi Gesù e che posto ha nella nostra vita e nelle nostre scelte. La Messa si è conclusa con i saluti di don Pietro che ha anche annunciato per la festa in Antola 2027 la celebrazione del suo 60° di sacerdozio, raccogliendo l’adesione dei presenti e del vescovo. Dopo un meritato ristoro, la musica e un po’ di riposo all’ombra dei faggi, il pensiero è già andato al prossimo “San Pè” quando sarà bello ritrovarsi, insieme, sul monte, sotto le stelle, in attesa dell’alba o in un giorno di sole illuminato dalla Parola del Vangelo, per una festa in cui natura, fede, tradizione e amicizia si fondono rendendola unica e speciale.

Alessio Schiavi

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