Carlo Liviero, martello del socialismo
Di Daniela Catalano
Questa settimana scopriamo chi è il beato Carlo Liviero che la Chiesa ricorda il 30 maggio. Nasce a Vicenza il 29 maggio 1866, primo di quattro figli, e poco dopo la famiglia si trasferisce a Monselice. A scuola si distingue per la brillante intelligenza e nel 1881 entra nel seminario di Padova dove, il 30 novembre 1888, è consacrato sacerdote. Carlo è nominato prima parroco a Gallio, nell’altopiano dei Sette Comuni e poi ad Agna, nella pianura padovana, un territorio caratterizzato da sfavorevoli condizioni economiche che hanno ripercussioni sulla vita religiosa e morale dei suoi abitanti. Don Liviero realizza diverse opere per sollevare dalla miseria i suoi fedeli riuscendo a trasformare la sua comunità parrocchiale e intraprende anche una dura lotta contro l’anticlericalismo imperante, tanto che i parrocchiani lo chiamano il “martello del socialismo”. La sua concreta opera di apostolato e lo zelo pastorale sono apprezzati dai superiori che lo scelgono per l’episcopato. Il 6 marzo 1910 è consacrato vescovo di Città di Castello, in provincia di Perugia, dove entra il 28 giugno. Due sono i suoi obiettivi principali: insegnare ad amare Cristo e soccorrere ogni miseria. Per realizzarli Mons. Liviero usa ogni mezzo possibile: è presente ogni giorno in cattedrale per fare catechesi, celebrare l’Eucaristia, confessare. Fonda il settimanale diocesano Voce di Popolo e un Bolletti- no Diocesano. Apre una scuola elementare, una tipografia, una libreria cattolica e anche un cinema. Quando scoppia la prima guerra mondiale, il beato crea un ospizio per “gli orfani e i derelitti” e per assisterli fonda una congregazione di suore che “si dedichino a tutte le opere di cristiana carità”: le Piccole Ancelle del Sacro Cuore. Dopo la guerra, sceglie Pesaro come sede di una colonia marina per i bambini “scrofolosi e rachitici” della Diocesi. Il 24 giugno 1932, proprio mentre si reca in quel luogo, rimane ferito in un incidente stradale. Muore, povero com’è vissuto, il 7 luglio all’ospedale di Fano, a 66 anni. Dal 1933 le sue spoglie sono nella cripta della cattedrale di Città di Castello. Benedetto XVI lo beatifica il 27 maggio 2007.
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