Piumesana e poi le ginestre
Di Pier Luigi Feltri
Piumesana, frazione di Godiasco, conserva il ricordo di antiche vicende malaspiniane. Il primo documento che la cita è un diploma imperiale di Federico Barbarossa, redatto a Pavia il 29 settembre 1164, con cui l’imperatore assegnò a Obizzo Malaspina numerosi possedimenti in Valle Staffora, tra cui Calcinariam e Plumbesanam, entrambe cum tota curia. La storia continua a legare Piumesana ai Malaspina attraverso Giovanni detto Il Beretta, che nel 1351 ne divenne signore insieme a Treschietto, in Lunigiana. Da questa circostanza nacque il Marchesato di Treschietto e Piumesana, che rimase ai Malaspina fino alla vendita della località oltrepadana ai conti d’Adda di Sale nel 1534 e alla successiva cessione di Treschietto al Granducato nel 1698. Anche se è scomparso da secoli, il titolo di “Marchese di Piumesana” non cessa di evocare un passato di fasti e prestigio. Chi arriva qui incontra due nuclei distinti ma uniti da una storia comune: Piumesana e San Giovanni. Sono situati su due poggi contrapposti, separati da un colle chiamato Castel Vecchio, oggi occupato da una villa con cascinali (adibita a location per cerimonie), ma un tempo sede di un castello medievale, del quale non restano tracce visibili, eccetto un pozzo. A San Giovanni si trova la chiesa parrocchiale, SANTI E BEATI di DanieLa CataLano Carlo Liviero, martello del socialismo ricostruita in epoca rinascimentale ma citata già nel XII secolo in una breve di Papa Eugenio III che la assegnava all’abbazia di Sant’Alberto. L’edificio è semplice, ma custodisce pie- tre provenienti da una piccola abbazia intitolata a san Zeno, scomparsa da secoli, che era situata a breve distanza. A valle della parrocchiale sorge un centro abitato, che conserva i tratti tipici del borgo contadino. L’abitato di Piumesana mantiene i medesimi caratteri. In località Piumesana Superiore emergono i ruderi di una torre, oggi recintata e inaccessibile, forse nata come avamposto di Castel Vecchio. Chi ama camminare può proseguire verso il Monte Calcinera, che domina la zona con i suoi 683 metri. Il nome richiama Calcinariam, la località citata nel diploma del 1164. Sulle sue pendici si trova inoltre una cascina chiamata Castello, che potrebbe anche in questo caso indicare la posizione di un’antica fortificazione. Il percorso attraversa Montagarzaro, dove sorge una villa con fattezze di castelletto. Per sabato 30 maggio l’associazione Calyx propone una passeggiata con partenza da San Giovanni, utile per ammirare le ginestre in fiore. Partenza alle 16 (occorre prenotare entro venerdì chiamando al 349 5567762).
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