La storia di san Charbel alla “San Marziano”

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Il volume sul santo libanese presentato in libreria da Emmolo

TORTONA – Il libro Charbel. A cent’anni dalla causa di beatificazione, presentato venerdì scorso da Pippo Emmolo presso la libreria San Marziano, è stata l’occasione per rivisitare la storia del Libano e scoprire come san Charbel (18281898), dell’Ordine libanese maronita, vissuto da eremita sui Monti del Libano, sia quanto mai vicino al suo popolo, che oggi vive sotto l’attacco delle bombe. Dire Charbel è dire Chiesa maronita (nata nel IV sec.) e nello stesso tempo Libano. Con l’ausilio di immagini e filmati, sono stati illustrati i luoghi dove è vissuto il santo, con i cedri e i monasteri che, immersi nella solitudine dei monti, risvegliano la struggente nostalgia del cielo. Incalcolabile il numero delle guarigioni dovute all’essudazione del suo corpo rimasto incorrotto. È stata data voce a Nohad, una donna che colpita da un ictus con doppia occlusione della carotide e paralisi nel corpo, fu operata nella notte tra il 21 e il 22 gennaio 1993 dal santo, con tanto di punti di sutura e filo chirurgico! Nulla di simile è mai stato documentato nella storia del cattolicesimo. Da questo evento è nato un pellegrinaggio di decine di migliaia di musulmani e cristiani che ogni 22 di ogni mese si ripete sulla tomba del santo. Da secoli in Libano convivono ben 18 religioni e tutte sono riconosciute nella Costituzione libanese. Papa Leone ha visitato di recente il paese, perché questo mosaico delle diversità non soccomba davanti alle potenze straniere che negli ultimi 50 anni l’hanno reso terreno di scontri terrificanti.

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