A giugno il progetto della nuova scuola

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Il caso del liceo “Golgi” di Broni: nuova assemblea sul futuro dell’istituto chiuso ormai da due mesi per pericolo di amianto

BRONI – Oltre trecento persone – studenti, docenti e genitori del liceo “Golgi” – lunedì 18 maggio nel tardo pomeriggio si sono ritrovati presso la sala civica di Broni per esprimere la sofferenza della comunità scolastica e per chiedere chiarezza e soluzioni concrete dopo le ben note vicende che hanno portato alla chiusura dell’istituto di viale Gramsci per pericolo di amianto. Gli alunni da quasi due mesi sono costretti alla didattica a distanza, eccetto le quinte che frequentano in presenza a Stradella. L’incontro è stato organizzato dalle rappresentanze di docenti, famiglie e studenti per illustrare i contenuti di un comunicato che lo scorso 14 maggio è stato inviato alle istituzioni coinvolte, in primis la Provincia di Pavia, e agli organi di stampa. Nell’istanza si chiede “che sia fornito in forma scritta e sia costantemente aggiornato un cronoprogramma dettagliato degli inter- venti prescritti da ATS alla Provincia ancora necessari per arrivare alla rivalutazione della possibile restituzione e della agibilità del liceo in piena sicurezza”; “che, indipendentemente dai tempi necessari per la riapertura dell’edificio, venga immediatamente avviata la ricerca e l’organizzazione di spazi alternativi idonei e fruibili sul territorio di Broni messi a disposizione dal Comune di Broni”; “che siano fornite garanzie concrete in forma scritta, basate su dati certi, affinché il prossimo anno scolastico possa iniziare regolarmente in presenza al 100% per tutte le 27 classi del liceo”. Domande alle quali si è chiesta una risposta entro il termine di dieci giorni. All’assemblea erano presenti il sindaco Antonio Riviezzi, il consigliere provinciale con delega all’edilizia scolastica Amedeo Quaroni e il consigliere provinciale di minoranza Fabio Zucca. Ad aprire i lavori il professor Enrico Corti che si è fatto portavoce della sofferenza di cinquecento studenti e altrettante famiglie, di 140 ragazzi e ra- gazze delle future classi prime, dei docenti e di tutto il personale. «Vogliamo poter continuare a vederci dal vivo, vogliamo un liceo dove poter continuare ad essere comunità viva» – le sue appassionate parole. Gli ha fatto eco la rappresentante dei genitori Mara Torti. Quindi gli studenti con Andrea Rezzani, uno dei rappresentanti, che ha dato voce ai suoi compagni: «Sono ormai due lunghi mesi di didattica a distanza. Quella scuola è casa nostra. Pensare, per gli alunni di quinta, di non fare la maturità lì, dopo cinque anni vissuti in quelle aule, è qualcosa di molto triste. Vogliamo tornare nel nostro liceo il prima possibile, in sicurezza». «Non ci accontenteremo di rassicurazioni generiche, vogliamo risposte certe, scritte, entro dieci giorni, altrimenti non ci fermeremo» – la presa di posizione perentoria della professoressa Francesca Barbieri a nome di tutti, tra gli applausi dei presenti. Il consigliere Quaroni ha espresso la disponibilità della Provincia a far di tutto perché a settembre le lezioni possano svolgersi in presenza: «Entro settembre la campanella del Golgi suonerà dal vivo e in qualunque scenario». Quanto al nuovo liceo ha affermato che la Provincia «ha già stanziato i soldi per il progetto e messo a bilancio 12 milioni di euro per la costruzione. Sono stati aggiunti 100.000 euro per il progetto definitivo e esecutivo» che dovrebbe essere pronto entro la fine di giugno. Il sindaco Riviezzi, commosso e interrotto più volte dagli applausi, ha espresso la vicinanza di tutta la comunità dicendo che «la sofferenza di studenti, docenti e famiglie è la sofferenza di una città intera che si stringe al suo liceo, è la sofferenza del sindaco» e che «sin da subito il comune ha messo a disposizione spazi e personale tecnico per arrivare ad alternative sicure e certe per la ripresa dell’anno scolastico». Intanto nella giornata di lunedì si è appreso che la Procura della Repubblica di Pavia ha aperto un fascicolo di indagine sul caso, a se- guito della presentazione, lo scorso 3 aprile, di un esposto da parte dello Sportello nazionale amianto, comprendente pure la richiesta del “sequestro preventivo dei locali del liceo”. Problemi con l’amianto anche a Pinarolo dove nella scuola materna i bambini hanno rinvenuto pezzi del pericoloso materiale nel terreno del parco giochi. Il sindaco Giuseppe Villani ha disposto la chiusura dello spazio esterno, avvisando gli organi competenti.

Marco Rezzani

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