Con la risurrezione la vita è una testimonianza d’amore
L’Eucaristia nel santuario della Guardia di Tortona il pomeriggio di domenica 5 aprile
TORTONA – Nel pomeriggio della domenica di Pasqua il vescovo si è recato, come tradizione, nel santuario della Madonna della Guardia per la celebrazione della Messa alle ore 17 che è stata vissuta con profonda partecipazione, alla presenza di numerosi fedeli. Solennità e raccoglimento che hanno avuto il suo culmine con la Messa Pontificale. Hanno concelebrato con Mons. Marini, il rettore del santuario don Luigino Brolese e alcuni sacerdoti orionini. I canti sono stati eseguiti dalla corale “San Luigi Orione”, diretta dal maestro Enrico Vercesi, che proprio il 5 aprile ha festeggiato 40 anni di servizio liturgico prestato con dedizione in diverse realtà corali della Diocesi. Nell’omelia, il vescovo ha offerto una riflessione sul senso profondo della Risurrezione, partendo dall’osservazione dei segni di rinascita che la natura offre in questo periodo. Ha confidato quanto gli sia caro, in questi giorni, aprire le finestre al mattino e soffermarsi sui primi germogli, poiché testimoniano la vittoria della luce sull’oscurità e della vita sulla morte. Con parole cariche di speranza, il Pastore ha esortato i presenti a fuggire l’indifferenza, citando l’episodio di una catechista che, comprendendo la realtà concreta della Risurrezione, esclamò: “Allora cambia tutto!”. È questo il fulcro del messaggio pasquale: poiché Cristo è risorto, il male non ha l’ultima parola e l’esistenza umana si trasforma in una testimonianza d’amore senza fine. Mons. Marini ha poi rivolto un invito a rinnovare il proprio atteggiamento interiore, affinché i volti dei credenti riflettano la gioia della Pasqua anziché la noia o la tristezza. Richiamando il pensiero di Ignazio Silone e l’esempio dei santi, ha ricordato che la mancanza di letizia contraddice la vita cristiana, poiché chi ha incontrato il Risorto è chiamato a vivere nella gioia in ogni circostanza. Il vescovo ha concluso citando il saluto di san Serafino, un monaco russo che accoglieva ogni persona dicendo: “Gioia mia, Cristo è risorto!”. Al termine della celebrazione, come ormai da consuetudine, Mons. Marini si è recato al Tempietto per l’atto di venerazione alla Vergine Maria e dall’alto ha impartito la benedizione solenne prima del canto dell’anti- fona mariana del tempo pasquale, il Regina Coeli. In questo cammino di luce, sono risuonate le preziose parole di san Luigi O- rione che scriveva: “Sia la vostra vita un cantico di Pasqua, un inno di gioia e di vittoria: camminate sempre nella luce del Signore risorto, perché Egli è la nostra pace e la nostra speranza eterna”.
Fabio Mogni

