Accogliere significa aderire a Cristo

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Sabato scorso a Tortona il convegno degli Adulti di Azione Cattolica

TORTONA – La parola accoglienza non è per il cristiano una qualità tra le tante del nostro vivere civile, ma un preciso impegno e una diretta conseguenza dell’aderire a Cristo. A partire da questa consapevolezza e dalla constatazione che “accogliere” sembra un verbo sempre più “fuori moda”, proprio quando ce ne sarebbe più bisogno, nasce il convegno adulti dell’Azione Cattolica diocesana svoltosi a Tortona lo scorso 18 maggio, con il suggestivo titolo “…E lo accolse nella sua casa”… senza paura. Paolo Paoletti, vicepresidente dell’associazione e storico per formazione e passione, ha offerto un quadro della situazione attuale con precisi riferimenti storici e geografici, permettendo ai presenti di affrontare l’argomento andando in profondità e senza limitarsi ai facili slogan di chi mira solo a strumentalizzare qualsiasi discorso.

Non si vuole certo tacere che oggi parlare di accoglienza a largo raggio vuol dire inevitabilmente affrontare anche la questione delle migrazioni in atto a livello mondiale e il nostro atteggiamento, come cristiani e come comunità, nei confronti dei fratelli migranti. L’attenzione al tema non è una scoperta recente e opportunistica della Chiesa come qualcuno vorrebbe far credere; infatti don Claudio Baldi, assistente diocesano di AC, ha ricordato nel suo intervento che per il prossimo 29 settembre il Papa ha indetto la 150^ Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato.

Quindi la tensione verso chi migra, sia a seguito di guerre che per ragioni economiche, sta a cuore alla comunità cristiana perché può costituire l’attualizzazione del Vangelo delle Beatitudini.

Allora per il cristiano diventa uno stile di vita l’accoglienza di ogni sorella e di ogni fratello, in particolare di chi è in condizioni di sofferenza, come ci hanno ricordato e provocato alcuni tra i giovani presenti al convegno.

Grazie a Magda, Massimo e Noemi i tanti adulti presenti hanno verificato che la parola “impegno per gli altri” ha ancora uno spazio nel cuore di tanti giovani che hanno voglia di assumere responsabilità nel tempo presente per prendersi cura del pianeta e dei suoi abitanti.

Questi semi di speranza sono poi stati riposti nell’Eucarestia conclusiva celebratasi in Duomo grazie al parroco don Claudio.

Paolo Santinoli

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