La ex Fibronit di Broni oggi può diventare uno spazio di rinascita

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Letizia Dagradi, 31 anni, ha incentrato la tesi di laurea in Comunicazione Creativa di Beni culturali sulla storia del suo paese. Con un progetto green per l’area tristemente famosa a causa dell’amianto. Il sindaco è pronto ad ascoltarla

Di Oliviero Maggi

Come sarà l’area ex Fibronit di Broni, finalmente senza amianto, una volta liberata dagli scheletri dei capannoni? Ha provato a immaginarla e progettarla nella sua tesi di laurea la studentessa Letizia Dagradi, 31 anni, che da poco ha completato il suo percorso di studi (con 110 e lode) all’Accademia delle Belle Arti di Brera, corso di Comunicazione Creativa di Beni culturali, proprio con una tesi sulla “sua” Broni, dal titolo “L’antica Camillomagus: analisi storico-culturale di Broni, Al Rè di Paìs, dall’Impero Romano ai giorni d’oggi”. La giovane bronese, che dopo aver terminato brillantemente il ciclo universitario, sta studiando per il concorso da docente, ha raccontato, con un approfondito studio delle fonti, la storia della città nelle varie epoche, evidenziando anche quanti artisti famosi e personaggi storici, da Napoleone a Papa Pio VII, siano transitati da Broni dalla preistoria alle soglie del nuovo millennio. Nel Novecento, poi, l’analisi non poteva non soffermarsi sulla storia della cementifera, che rappresenta ancora una ferita aperta per la comunità a causa dei tanti morti per l’esposizione alle fibre d’amianto, tra chi ci lavorava, ma, ultimamente, anche tra chi non ne era mai venuto a contatto. Così Letizia ha deciso di dedicare un capitolo del suo lavoro a “Spazio Ambrone – quartiere di rinascita”, un vero e proprio progetto di riqualificazione dell’area ex Fibronit che, dopo la rimozione di tutto l’amianto presente nel sito, attende l’avvio dell’ultimo lotto di messa in sicurezza con la demolizione dei capannoni, prima che le istituzioni pensino a come trasformare questa zona e a renderla fruibile dalla cittadinanza. Una delle ipotesi è quella di realizzare un progetto completamente green per la produzione di energia pulita per trasformare un luogo che è stato di morte in uno spazio di vita. che è accaduto, visto che purtroppo negli anni passati si è tentato di nascondere questo aspetto». E questa ipotesi potrebbe integrarsi con il lavoro fatto da Letizia. «Si tratta di un’area davvero enorme (170 mila metri quadrati), che potrebbe avere un grande potenziale, come sta succedendo con l’analogo ex stabilimento di Bari, dove a breve partirà la riqualificazione. – racconta – Nel progetto che ho pensato (le foto in pagina mostrano il rendering dello studio), il 70% dell’area sarà dedicato al verde e alla forestazione, poi ci sarà spazio per un’area svago, un polo scolastico, con un istituto agrario e uno turistico, e un polo culturale, che potrebbe ospitare il museo civico, dove raccogliere reperti archeologici e opere artistiche legate alla storia di Broni, e un museo della memoria, per non dimenticare le vittime dell’amianto e tutto quello Tramite un software per la creazione dei videogiochi, inoltre, Letizia ha anche creato un metaverso grazie al quale è possibile visitare le stanze del museo della memoria. «Questa tesi è un atto d’amore nei confronti di Broni, dove sono nata e dove vivo; nei confronti della gente a cui sono molto legata perché è un piccolo mondo territoriale. – conclude – Nella storia, Broni è sempre riuscita a rialzarsi dalle sue tragedie (epidemie, piene del Po, fillossera) e rimanere unita, facendo affidamento anche sulle sue materie prime, in particolare quelle agricole. Credo che possa farlo anche nel caso dell’amianto, per tornare ad essere “al Rè di Paìs”, come era chiamata un tempo». La tesi di Letizia sta suscitando molto interesse e apprezzamenti. Primo fra tutti quello del sindaco Antonio Riviezzi, che ha espresso il desiderio di incontrare la studentessa per conoscere non solo il progetto per la ex Fibronit, ma anche per confrontarsi con lei sulla sua idea di città. «Sono disponibile a incontrare Letizia, innanzitutto per ringraziarla a nome dell’Amministrazione e della comunità per l’apprezzabile lavoro di studio, di approfondimento e di ricerca sulla città di Broni che ha realizzato, – commenta il primo cittadino – poi per confrontarmi con lei sulle idee che ha per lo sviluppo della città, in modo che possano anche uscire spunti interessanti su cui lavorare insieme».

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