Prima viene la dignità della persona

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Dignitas infinita. Leggiamo insieme, su questo numero e sul prossimo, la Dichiarazione pubblicata l’8 aprile dal Dicastero per la Dottrina della Fede: un documento che ristabilisce le verità universali in cui crediamo

DI MARCO REZZANI

Reca la firma del cardinale Victor Manuel Fernandez, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, la Dichiarazione Dignitas infinita circa la dignità umana, pubblicata lo scorso 8 aprile. Un documento che ha richiesto cinque anni di lavoro e che fa memoria del 75° anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo.

Pubblicata con l’approvazione del Papa, ha lo scopo di riaffermare “l’imprescindibilità del concetto di dignità della persona umana all’interno dell’antropologia cristiana”: una “verità universale, che tutti siamo chiamati a riconoscere, come condizione fondamentale affinché le nostre società siano veramente giuste, pacifiche, sane e alla fine autenticamente umane”.

Nelle prime tre parti della Dichiarazione sono richiamati alcuni principi fondamentali. “La Chiesa– si legge – alla luce della Rivelazione, ribadisce e conferma in modo assoluto” la “dignità ontologica della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio e redenta in Cristo Gesù”. Una “dignità inalienabile” che corrisponde “alla natura umana al di là di qualsiasi cambiamento culturale” ed è “un dono ricevuto” ed è pertanto presente “per esempio, in un bambino non ancora nato, in una persona priva di sensi, in un anziano in agonia”.

“La Chiesa – spiega ancora la Dichiarazione – proclama l’uguale dignità di tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla loro condizione di vita o dalle loro qualità” e lo fa sulla base della rivelazione biblica: donne e uomini sono creati a immagine di Dio; Cristo incarnandosi “ha confermato la dignità del corpo e dell’anima” e risorgendo ci ha rivelato che “l’aspetto più sublime della dignità dell’uomo consiste nella sua vocazione alla comunione con Dio”.

Il documento ricorda che Papa Francesco, nell’enciclica Fratelli tutti, “ha voluto sottolineare con particolare insistenza che questa dignità esiste al di là di ogni circostanza, invitando tutti a difenderla in ogni contesto culturale, in ogni momento dell’esistenza di una persona, indipendentemente da qualsiasi deficienza fisica, psicologica, sociale o anche morale”.

Vengono quindi elencate “alcune gravi violazioni della dignità umana”, cioè “tutto ciò che è contro la vita stessa”.

In questo numero del Popolo e nel prossimo offriamo ai nostri lettori una sintesi della Dichiarazione.

La guerra

“Tutte le guerre, per il solo fatto di contraddire la dignità umana, sono conflitti che non risolveranno i problemi, ma li aumenteranno” e “questo risulta ancora più grave nel nostro tempo, quando è diventato normale che, al di fuori del campo di battaglia, muoiano tanti civili innocenti”, si legge nel testo a proposito di quella che Papa Francesco ha definito “una terza guerra mondiale a pezzi”. “Con la sua scia di distruzione e dolore, la guerra attacca la dignità umana a breve e a lungo termine”, spiega il dicastero guidato dal card. Fernandez: come ripete il Papa, “pur riaffermando il diritto inalienabile alla legittima difesa, nonché la responsabilità di proteggere coloro la cui esistenza è minacciata, dobbiamo ammettere che la guerra è sempre una sconfitta dell’umanità. Nessuna guerra vale le lacrime di una madre che ha visto suo figlio mutilato o morto; nessuna guerra vale la perdita della vita, fosse anche di una sola persona umana, essere sacro, creato a immagine e somiglianza del creatore”. Di conseguenza, “anche oggi la Chiesa non può che fare sue le parole dei Pontefici, ripetendo con san Paolo VI: «jamais plus la guerre, jamais plus la guerre», e chiedendo, insieme a san Giovanni Paolo II, a tutti nel nome di Dio e nel nome dell’uomo: «Non uccidete! Non preparate agli uomini distruzioni e sterminio! Pensate ai vostri fratelli che soffrono fame e miseria! Rispettate la dignità e la libertà di ciascuno!»”.

Il travaglio dei migranti

“I migranti sono tra le prime vittime delle molteplici forme di povertà”. “Non solo la loro dignità viene negata nei loro Paesi, quanto la loro stessa vita è messa a rischio perché non hanno più i mezzi per creare una famiglia, per lavorare o per nutrirsi”, si denuncia nella Dichiarazione. “Una volta poi che sono arrivati in Paesi che dovrebbero essere in grado di accoglierli, vengono considerati non abbastanza degni di partecipare alla vita sociale come qualsiasi altro, e si dimentica che possiedono la stessa intrinseca dignità di qualunque persona”. Di qui l’urgenza di ricordare che “ogni migrante è una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione. La loro accoglienza è un modo importante e significativo di difendere l’inalienabile dignità di ogni persona umana al di là dell’origine, del colore o della religione”.

La tratta delle persone

La tratta delle persone “è un’attività ignobile, una vergogna per le nostre società che si dicono civilizzate! A ripeterlo, con il Papa, è lo stesso Dicastero per la Dottrina della Fede. “Sfruttatori e clienti a tutti i livelli dovrebbero fare un serio esame di coscienza davanti a sé stessi e davanti a Dio!”, il monito, con l’appello “affinché siano sempre tutelate la dignità e la centralità di ogni persona”.

Abusi sessuali

“La profonda dignità che inerisce all’essere umano nella sua interezza di animo e di corpo permette anche di comprendere perché ogni abuso sessuale lascia profonde cicatrici nel cuore di chi lo subisce: costui si sente, infatti, ferito nella sua dignità umana”. Si tratta – si legge nella Dignitasdi “sofferenze che possono durare tutta la vita e a cui nessun pentimento può porre rimedio. Tale fenomeno è diffuso nella società, tocca anche la Chiesa e rappresenta un serio ostacolo alla sua missione”. Da qui “l’impegno che essa non cessa di esercitare per porre fine ad ogni tipo di abuso, iniziando dal suo interno”.

Violenza contro le donne

“Le violenze contro le donne sono uno scandalo globale, che viene sempre di più riconosciuto”, l’altra denuncia: “Se nelle parole si riconosce l’uguale dignità della donna, in alcuni Paesi le diseguaglianze tra donne e uomini sono gravissime ed anche nei Paesi maggiormente sviluppati e democratici la realtà sociale concreta testimonia il fatto che spesso non si riconosce alle donne la stessa dignità degli uomini”. Come osserva il Santo Padre, “l’organizzazione delle società in tutto il mondo è ancora lontana dal rispecchiare con chiarezza che le donne hanno esattamente la stessa dignità e identici diritti degli uomini”. Il documento condanna con fermezza il femminicidio e chiede un impegno “compatto e concreto” della comunità internazionale su questo fronte e, con Papa Francesco, esorta a “lottare contro questa fonte di sofferenza” promuovendo “una legislazione e una cultura di ripudio di ogni forma di violenza”.

L’aborto

“Il magistero ecclesiale si è sempre pronunciato contro l’aborto”. A tal proposito nella Dignitas infinita si denuncia che oggi, “nella coscienza di molti”, la percezione della gravità dell’aborto “è andata progressivamente oscurandosi”. “L’accettazione dell’aborto nella mentalità, nel costume e nella stessa legge è segno eloquente di una pericolosissima crisi del senso morale, che diventa sempre più incapace di distinguere tra il bene e il male” – l’analisi del Dicastero – secondo cui “di fronte a una così grave situazione, occorre più che mai il coraggio di guardare in faccia alla verità e di chiamare le cose con il loro nome, senza cedere a compromessi di comodo o alla tentazione di autoinganno”. Nel caso dell’aborto, si tende a parlare di “interruzione di gravidanza”, ma nessuna parola vale a cambiare la realtà delle cose: “l’aborto procurato è l’uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita”. Di qui la necessità di “affermare con ogni forza e chiarezza, anche nel nostro tempo, che questa difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano è sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo”. “Ogni violazione della dignità personale dell’essere umano grida vendetta al cospetto di Dio e si configura come offesa al Creatore dell’uomo” – si chiarisce – ricordando “il generoso e coraggioso impegno di santa Teresa di Calcutta per la difesa di ogni concepito”.

(Continua)

Nella foto: Il Card. Victor Manuel Fernandez presenta la Dignitas infinita circa la dignità umana (Foto: Siciliani – Gennari/SIR)

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