Disco Marghe

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di CARLO ZEME

Ho passato molte ore della mia vita in discoteca. Ci andavo più per rispondere “presente” all’appello della mia compagnia che per un reale piacere per la musica, dal volume troppo alto o per i drink che mi hanno sempre fatto pensare che in fondo la Coca-Cola non sia così male. Ho passato tanti sabati sera senza febbre e con le fattezze del cugino sbagliato di Tony Manero. Ho amato moltissimo i momenti dopo l’uscita dalla discoteca, quelli in cui ci fermavamo dal “paninaro” a prendere lunghissime baguette farcite con la salamella che oggi non riuscirei più a digerire nemmeno a mezzogiorno in punto. Ho varcato spesso la soglia di casa con le movenze di un ninja mentre fuori albeggiava. Chiave inserita nella toppa della porta che piano piano gira come fosse un ingranaggio di cristallo, le scarpe tolte prima che la suola sul pavimento cominci a far rumore e infilarsi il pigiama nella penombra con movimenti degni di Roberto Bolle nel Lago dei cigni. Oggi Margherita ha 4 mesi e mezzo, non è mai stata in discoteca ma apprezza molto la playlist dello Zecchino d’Oro nei viaggi in auto in cui il moscerino e il suo valzer ci salvano, almeno per qualche chilometro. Margherita non è nemmeno mai stata dal “paninaro” a ordinare baguette con la salamella ma, proprio in questi giorni, ha cominciato ad assaggiare dalla punta delle dita di mamma alcune prelibatezze come il pesto, la marmellata e la banana: la tradizione di famiglia di essere “buone forchette” è in salvo. Margherita non è ancora rientrata mentre fuori albeggia, ma io e la mamma viviamo in un eterno “fai piano” che non ha orari. Il sonno leggero unito all’udito nuovo di pacca della nostra piccola ci hanno fatto riscoprire come alcuni dettagli della quotidianità possano essere rumorosissimi. Il sacchetto del pane se aperto troppo velocemente assomiglia a uno squarcio di centomila decibel, il cigolio della porta può trasformarsi in un urlo proveniente dalla cucina e la centrifuga della lavatrice è un terremoto. Per questo se ci incontrate per strada e ci trovate in punta di piedi è tutto normale: o stiamo ballando o Margherita sta sognando!                  

carlo.zeme@gmail.com

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