Bernadette è “una di noi”
A cura di LIBRERIA SAN MARZIANO TORTONA
È il 16 aprile dell’anno 1879, mercoledì di Pasqua; mentre fiorisce la primavera e la Chiesa canta l’Alleluia della Risurrezione, una giovane suora – ha 35 anni, ma è malata cronica di asma, tubercolosi e ha un tu- more osseo – si spegne nell’infermeria del convento di Saint-Gildard a Nevers. Il suo nome di battesimo era Bernadette Soubirous, ma qui era suor Maria Bernarda. È lei la ragazzina povera e analfabeta che, quando aveva 14 anni, a Lourdes – dove era nata il 7 gennaio 1844 – aveva incontrato, alla grotta di Massabielle, per ben 18 volte (11 febbraio-16 luglio 1858), la Vergine Maria. Sono trascorsi vent’anni: Lourdes è già un famoso luo- go di fede, guarigione e speranza; Bernadette, dopo il clamore, sceglie il nascondimen- to e il silenzio, nella preghiera e nel servizio umile delle Suore della Carità. Adesso quella che voleva “nascondersi”, è visibile a milioni di pellegrini nella cappella di Saint-Gildard, perché anche il suo corpo incorrotto è testimone di un Dio che non dimentica i piccoli, come lei. Dunque, ricorrendo oggi la sua memoria liturgica, proponiamo la lettura di Vedere l’invisibile. La vita e la spiritua- lità di S. Bernadette Soubirous (LEV, 2020, pp. 190). L’autore, il giornalista francese François Vayne, vive e lavora a Roma, ma ha trascorso 26 anni a Lourdes (19872013) come direttore della rivista Lourdes Magazine e della comunicazione del santuario; la prefazione è a firma di Mons. Antoine Hérouard, vescovo e delegato apostolico per il santuario di Lourdes. Il libro è stato pubblicato nel maggio 2020, in piena pandemia, e mira ad attualizzare il messaggio mariano attraverso non solo la vita ma, soprattutto, la spiritualità di Bernadette. L’autore stabilisce un parallelo tra la sua figura e le sfide moderne, compresa la lotta contro il riscaldamento globale, per dimostrare che le grandi battaglie epocali possono essere vinte solo se i “cuori escono dal freddo dell’indifferenza e dell’individualismo”. Bernadette è presentata come “una di noi”, la sua è la santità quotidiana, quella dei piccoli gesti di ogni momento ed è santa non per le apparizioni che ha avuto, ma per la risposta che ha dato alla chiamata ricevuta. È in primo piano non la vicenda storica, ma il significato profondo dei colloqui con la bella “Signora”, perché anche il lettore possa interrogarsi sul proprio cammino di fede.

