San Francesco di Sales

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Il 24 gennaio la Chiesa festeggia San Francesco di Sales, patrono di «tutti quei cattolici, che con la pubblicazione di giornali o di altri scritti illustrano, promuovono e difendo- no la cristiana dottrina». (Enciclica Rerum Omnium Perturbationem). Con queste parole Pio XI il 26 gennaio 1923, in occasione del terzo centenario della morte gli affidò il patronato dei giornalisti. Il santo, infatti, non soddisfatto delle sue prediche dal pulpito, era solito pubblicare fogli volanti, che affiggeva ai muri o metteva vicino alle porte delle case. È poi diventata tradizione che proprio il 24 gennaio il Papa renda noto il testo del messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si celebra a maggio. Il santo è anche considerato il padre della spiritualità moderna. Ha, infatti, avuto il merito di influenzare le maggiori figure del ’600 europeo, riuscendo a convertire al cattolicesimo molti calvinisti. Nacque il 21 agosto 1567 nel castello di Sales presso Thorens, da una famiglia di antica nobiltà e ricevette un’accurata educazione, completa di studi universitari in giurisprudenza a Parigi e a Padova. Proprio durante il periodo accademico, si intensificarono i suoi interessi teologici, fino alla scelta della vita sacerdotale. Spinto da un enorme desiderio di salvaguardare la cristianità, mentre imperversava la Riforma portata avanti da Calvino e dai suoi seguaci, il santo chiese udienza al vescovo di Ginevra, affinché lo destinasse a quella città, simbolo supremo del calvinismo. Qualche anno dopo, nel 1602, ne fu nominato vescovo.

Conobbe nel 1604 Giovanna Francesca de Chantal, iniziando con lei una corrispondenza e una profonda amicizia che sfociarono nella fondazione dell’Ordine della Visitazione nel 1610 che diffuse in tutta la Chiesa la spiritualità del Sacro Cuore di Gesù.

Una volta insediatosi a Ginevra, non si fece remore a discutere di teologia con i protestanti, desideroso di recuperare quante più anime possibili alla Chiesa. Proverbiali i suoi insegnamenti pervasi di comprensione e di dolcezza, permeati dalla ferma convinzione che a supporto delle azioni umane vi fosse sempre la presenza di Dio. Le sue principali opere furono Introduzione alla vita devota e Trattato dell’amore di Dio. Già ammalato, mentre si trovava a Lione, l’11 dicembre 1622 ebbe un attacco di apoplessia. Morì il 28 dicembre dello stesso anno. Il 24 gennaio dell’anno successivo il corpo fu traslato ad Annecy. Fu dichiarato santo nel 1665 e proclamato Dottore della Chiesa il 19 luglio 1877. A lui si ispira la congregazione dei Salesiani, fondata da S. Giovanni Bosco. A lui Papa Francesco ha dedicato la lettera apostolica Totum Amoris est, pubblicata il 28 dicembre 2022.

Daniela Catalano

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