Il “San Giacomo” si conferma un’eccellenza della sanità italiana
A maggio al congresso nazionale Fadoi di Rimini l’ospedale cittadino sarà protagonista con tre contributi scientifici sul Long Covid
NOVI LIGURE – L’ospedale “San Giacomo “di Novi Ligure si conferma un punto di riferimento per la medicina nazionale. Dopo il successo dello scorso anno a Torino, dove il dottor Claudio Cosso si era distinto con una ricerca pionieristica sul Long Covid, l’équipe della Medicina Interna torna sotto i riflettori in occasione del XXXI Congresso Nazionale Fadoi (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti). L’evento, che rappresenta il principale appuntamento formativo per i medici internisti italiani, si terrà al Palacongressi di Rimini dal 23 al 25 maggio, sotto la presidenza del dottor Andrea Montagnani. La partecipazione della struttura novese non è solo formale, ma sostanziale: saranno tre i contributi scientifici presentati dai professionisti del “San Giacomo”, a testimonianza di un reparto capace di coniugare l’assistenza quotidiana con un’attività di ricerca di respiro internazionale. Il cuore del contributo scientifico è rappresentato da uno studio di coorte condotto su oltre mille pazienti ricoverati nel corso del 2025. Il lavoro, selezionato come comunicazione orale per la sua rilevanza, analizza il legame tra fragilità, patologie multiple e rischio di nuovi ricoveri in una realtà suburbana. Non si tratta di una semplice analisi accademica, ma di un prezioso strumento di programmazione sanitaria volto a ottimizzare i percorsi di cura e a migliorare l’assistenza ai pazienti una volta tornati a casa. Accanto all’analisi dei dati, l’eccellenza novese brilla anche nella gestione dei casi clinici complessi, in particolare nel campo della reumatologia. Valeria Merlo presenterà un poster su un caso di polmonite severa causata dalla riattivazione del virus Epstein-Barr in un paziente trattato con un farmaco inibitore di ultima generazione; un episodio finora mai segnalato nella letteratura scientifica mondiale per questa specifica terapia. Di grande interesse è anche lo studio sulla “Sindrome Asia”, una rara condizione autoimmune indotta da adiuvanti, osservata in una giovane paziente seguita ambulatorialmente sotto la supervisione di Anita Ghiglione. Il riconoscimento ottenuto dalla fondazione Fadoi è stato accolto con soddisfazione dalla Direzione generale dell’Asl Alessandria. La presenza a Rimini premia l’alto livello qualitativo del presidio novese e ribadisce come la ricerca clinica sia fondamentale per un miglioramento continuo dei servizi offerti ai cittadini.
Vittorio Daghino

