“Pinella” Catanea, la monaca “santa”

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Di Daniela Catalano

Questa settimana ci spostiamo all’ombra del Vesuvio per conoscere la beata Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, beatificata nel duomo di Napoli il 1° giugno 2008. Giuseppina Catanea nasce a Napoli il 18 febbraio 1896 e fin da piccola è soprannominata “Pinella” perché gracile e malaticcia. Nel 1906 inizia a frequentare l’istituto commerciale mentre la sorella Antonietta fonda la Comunità carmelitana di Santa Maria ai Ponti Rossi. Giuseppina sente nascere la vocazione e vorrebbe entrarvi ma non può perché, nel 1912, è colpita da attacchi d’angina. Il 10 marzo 1918 Pinella, però, riesce a raggiungere la sorella per la novena a san Giuseppe e, poi, decide di rimanere con lei a causa dei bombardamenti della prima guerra mondiale e dell’epidemia detta “spagnola”. Alla fine dell’anno la salute peggiora e la donna è colpita da tubercolosi alla spina dorsale e meningismo spinale. Nella primavera del 1923, Giuseppina fa un sogno: vede la figura di un santo vestito di nero con un bastone in mano e sente una voce che dice: «San Francesco ti ha guarita dal tuo male». Qualche mese dopo la reliquia del braccio di san Francesco Saverio passa per Napoli e il 26 giugno è accostata al corpo dell’ammalata, che guarisce immediatamente. Dal giorno successivo inizia l’apostolato di Pinella, definita la “monaca santa”, perché accoglie tutti i bisognosi di grazie, sia materiali sia spirituali, ai quali offre il suo conforto, operando anche prodigi. Nel 1932 la Santa Sede riconosce la Casa dei Ponti Rossi come monastero del Secondo Ordine dei Carmelitani Scalzi e Giuseppina riceve l’abito e prende il nome di Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso. Dal 1943 è afflitta da nuovi malanni e dall’anno dopo è inchiodata alla sedia a rotelle. Il 29 settembre 1945 è eletta madre priora, incarico che mantiene fino alla morte, sempre con un comportamento materno verso le consorelle e offrendosi a Gesù «per essere crocifissa con Lui». Muore il 14 marzo 1948 a 52 anni. La memoria liturgica cade il 14 marzo, ma per la Diocesi di Napoli e i Carmelitani Scalzi il 26 giugno, giorno della sua guarigione.

cadarita [at] yahoo.it

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