«La Via della Croce ci aiuta a entrare nel cuore di Dio»
La prima Via Crucis di Quaresima presieduta da Mons. Marini in cattedrale venerdì 20 febbraio
TORTONA – Con l’inizio della Quaresima, ha preso avvio anche la celebrazione della Via Crucis in cattedrale alle ore 18 del venerdì. Il 20 febbraio è stato il vescovo a guidare il cammino, sostando davanti alle stazioni percorse dal Signore Gesù e ascoltando le sue parole pronunciate verso il calvario. Mons. Guido Marini, all’inizio, ha sottolineato, citando un grande padre della Chiesa, che “noi impariamo a conoscere il cuore di Dio attraverso le sue parole”. «Le parole che accompagnano la Via della Croce – ha detto – ci aiutano a entrare in un modo del tutto singolare dentro il cuore di Dio, a conoscere e amare il suo cuore innamorato di noi». Al termine delle 14 stazioni, accompagnate dalle letture affidate al seminarista Giuseppe Giorgi e al parroco don Claudio Baldi, il vescovo ha rivolto all’assemblea una breve riflessione, esortando a chiedere la grazia «di poter rimanere con lo sguardo ad osservare le stazioni percorse dal Signore Gesù e osservando queste stazioni, con gli occhi del cuore, rimanere in ascolto delle parole che le accompagnano perché tutto questo ci aiuti realmente a entrare ancora una volta in modo nuovo nel mistero dell’amore del cuore di Dio per noi». Terminando l’esperienza della via Crucis Mons. Marini ha sottolineato come risuona forte una verità straordinaria «che cambia tutto, cambia la vita nel mondo, cambia la nostra vita: il Signore ci ama e ci ama davvero». Ha ricordato che Gesù dalla croce pronuncia 7 parole che «sono come il compimento della via che egli ha percorso e ognuna dice, secondo prospettive diverse, l’amore infinito del cuore del Signore». L’invito per il tempo della Quaresima è stato a tornare su queste 7 parole «che sono come il suo testamento lasciato a noi, perché, rileggendolo, possiamo fare memoria dell’amore infinito di Lui per noi». Ricordando alcune di queste risuonate proprio durante la Via della Croce, Mons. Marini ribadito l’importanza di «custodire nel tesoro del cuore queste parole che sono il testamento vivo dell’amore di Gesù per noi e di andare a rileggerle a riascoltarle facciamolo durante il tempo della Quaresima, perché sia vivo in un modo nuovo l’amore del Signore per noi». Infine, il vescovo ha dato una lettura positiva anche di una “dimenticanza” durante la Via Crucis, che è consistita nell’aver per sbaglio saltato una stazione. Ha definito il fatto una “felice colpa”, perché è stato «un segno palpabile di quella strana paura che ci portiamo nel cuore, che è la paura dell’amore di Dio, di essere amati da Dio, di dipendere dal suo amore». Per questo motivo ha invitato i presenti a chiedere la grazia «di non temere mai l’amore del Signore, di non aver paura di tornare sempre tra le sue braccia, quando a volte prendiamo le distanze da Lui, di non aver paura di accoglierlo nella nostra vita, perché ha da darci tutto, senza toglierci nulla». La preghiera del Padre nostro e la benedizione hanno concluso il momento di preghiera.

