La formazione e le relazioni per crescere insieme

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La due giorni della Pastorale Giovanile per oltre 140 animatori riuniti a Tortona per prepararsi al servizio educativo. Anche il vescovo ha salutato i partecipanti provenienti da tutta la Diocesi

TORTONA – Il 21 e 22 febbraio si è svolto un partecipato incontro di formazione dedicato agli animatori degli oratori diocesani, ospitato tra il seminario e l’oratorio San Matteo, che ha riunito oltre 140 ragazzi tra i 13 e i 18 anni provenienti da diverse realtà del territorio. Due giornate intense di atti- vità, confronto e apprendimento sul tema delle dinamiche relazionali e delle tecniche di animazione, strutturate per coinvolgere direttamente i ragazzi e le ragazze attraverso esperienze pratiche, lavori di gruppo e momenti di riflessione condivisa che hanno favorito la conoscenza reciproca e la creazione di nuovi legami. Il primo pomeriggio è stato dedicato a un laboratorio di autoconsapevolezza ispirato alle teorie psi- cologiche di Carl Gustav Jung, il quale sosteneva che ogni persona possiede diverse funzioni psicologiche e tendenze caratteriali che influenzano il modo di percepire la realtà e relazionarsi con gli altri. Per rendere questi concetti accessibili ai ragazzi, il percorso è stato presentato attraverso il metodo simbolico dei quattro colori – rosso, giallo, verde e azzurro – ciascuno associato a specifiche modalità relazionali e comporta- mentali. L’obiettivo non era classificare rigidamente le persone, ma aiutare ciascuno a riconoscere le proprie inclinazioni prevalenti e comprendere quelle altrui, sviluppando maggiore consapevolezza di sé e capacità di adattamento nelle relazioni educative. L’attività, dinamica e partecipata, ha così offerto strumenti concreti per migliorare la comunicazione e la gestione dei gruppi di bambini. Dopo la cena il gruppo ha accolto la visita del vescovo Mons. Guido Marini, che ha rivolto un saluto e un breve messaggio di incoraggiamento, invitando a vivere il servizio educativo con responsabilità, entusiasmo e autenticità, ricordan- do il valore umano e comunitario del loro impegno. La serata è poi proseguita con un gioco investigativo a squadre, occasione per mettere in pratica collaborazione, a- scolto e spirito di gruppo. Alcuni dei partecipanti hanno scelto di pernottare nella struttura, prolungando così il tempo di condivisione. La domenica mattina è stata dedicata a un laboratorio sulle tecniche di animazione in cui i partecipanti hanno alternato i ruoli di animatori e bambini, sperimentando concretamente punti di vista diversi e comprendendo quanto sia importante adattare linguaggio, tempi e atteggiamenti all’età dei destinatari. Questo cambio di prospettiva ha aiutato i ragazzi a sviluppare maggiore empatia e ca- pacità di osservazione, competenze fondamentali per chi svolge un servizio educativo. Al termine il gruppo si è spostato nella chiesa di San Matteo per la celebrazione della Messa, momento conclusivo che ha dato significato all’esperienza vissuta. Tra le testimonianze raccolte c’è quella di un’animatrice che ha raccontato di aver imparato a conoscere meglio se stessa e gli altri, scoprendo quanto sia importante collaborare in squadra e proporre attività per coinvolgere ogni bambino. L’esperienza le ha insegnato anche a valorizzare ciò che si ha e a creare relazioni significative anche con chi si incontra per la prima volta. L’incontro si è rivelato non solo un’occasione di formazione tecnica, ma soprattutto un’esperienza di crescita personale e comunitaria: i giovani animatori sono tornati nei propri oratori con strumenti pratici, maggiore consapevolezza e uno sguardo più attento alle relazioni, cuore di ogni autentico percorso educativo e base indispensabile per accompagnare i più piccoli in modo responsabile e creativo.

Alberto Lace

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