La coppia cristiana parla al mondo dell’amore di Dio

Visualizzazioni: 5

La festa diocesana delle famiglie a Voghera guidata da don Simone Bruno con la Messa celebrata da Mons. Guido Marini

VOGHERA – Domenica scorsa la comunità vogherese ha ospitato la terza festa delle famiglie diocesana, organizzata dall’Ufficio per la Pastorale familiare diretto da don Angelo Vennarucci, insieme ai coniugi Franco e Antonella Boarin, che si occupano anche del Centro di Consulenza alla Coppia e alla Famiglia di Voghera, con il supporto dell’Ufficio Famiglia e della commissione diocesana. La giornata ha avuto come protagonista don Simone Bruno, sacerdote paolino, psicologo, psicoterapeuta, formatore Pef, docente di Psicologia sociale della comunicazione all’Università Pontificia Salesiana di Roma, direttore editoriale delle edizioni San Paolo Edizioni e direttore della testata Il Giornalino. A lui è il compito di interpretare e declinare il tema scelto per la terza edizione: “Senti chi parla!?!”. Dopo l’accoglienza nell’atrio del teatro “San Rocco”, le famiglie, una volta accompagnati i bambini e i ragazzi nel vicino oratorio per le attività con gli animatori, si sono ritrovati seduti in platea per dedicare e dedicarsi un momento di ascolto e di attenzione reciproca. A prendere la parola è stato il vescovo Mons. Guido Marini che ha ringraziato il relatore, don Angelo, i coniugi Boarin e quanti operano nell’ufficio famiglia e nella commissione diocesana per la famiglia, passando poi a sottolineare un aspetto importante della dimensione familiare. «Matrimonio e famiglia – ha affermato – sono una realtà bellissima che deve suscitare in noi stupore e meraviglia e lo sono perché nel piano di Dio e nelle realtà di questo nostro mon- do, sono il riflesso della bellezza di Dio. Dio, che è mistero trinitario, cioè mistero di amore eterno infinito, ha desiderato lasciare una traccia sensibile, in un certo senso evidente, di sé proprio attraverso il matrimonio e la famiglia». Questo permette di comprendere pienamente che cosa è il matrimonio cristiano e la famiglia che da esso scaturisce. Proseguendo nel suo intervento, il vescovo ha evidenziato che «il verbo che scaturisce dall’incontro col Signore per la coppia è il verbo potere»: «Noi possiamo vivere l’esperienza della famiglia in un certo modo perché la grazia del Signore lo rende fattibile», consentendoci di avere una possibilità straordinaria e sorprendente. Al termine dell’intervento di Monsignor Marini, don Bruno ha accompagnato i presenti attraverso un percorso sul dialogo e la valorizzazione delle differenze, intese non come ostacoli ma come il vero motore della relazione di coppia. Dialogo, comunicazione, narrazione sono stati indicati come elementi fondamentali che permetto- no alle famiglie di generarsi, rigenerarsi e trasmettere i valori fondanti della società. «Il dialogo – ha detto lo psicoterapeuta – è una modalità privilegiata e indispensabile per vivere, esprimere e maturare l’amore nella vita coniugale e familiare, ma richiede un lungo e impegnativo tirocinio». Avvalendosi di importanti riferimenti all’Amoris Letitia di Francesco e agli scritti dello psicologo americano Marshall Rosenberg, il relatore ha focalizzato l’attenzione sull’importanza di una comunicazione efficace, partendo dal fatto che la coppia effettivamente è il nucleo del progetto che Dio ha verso l’umanità e anche dal punto di vista antropologico, la coppia è lo snodo principale tra le generazioni e scaturisce da un incontro tra due estranei che sono diversi. Proponendo alle coppie interessanti esercizi di comunicazione non verbale e di pratica dell’ascol- to, don Simone ha fatto capire come la differenza tra i partner non sia un ostacolo, bensì il carburante della relazione. La relazione interattiva di don Bruno ha contribuito a fornire strumenti per valorizzare l’alterità e rafforzare il legame di coppia e ad aumentare la consapevolezza di essere il nucleo fondante della società. Al termine della prima parte della giornata, le famiglie si sono ritrovate nel salone dell’oratorio per condividere insieme in fraternità e amicizia il pranzo preparato con grande maestria dal gruppo Alpini vogherese, a cui ha partecipato an- che mons. Marco Daniele. Poi i presenti, piccoli e grandi, sono stati suddivisi in gruppi e attraverso delle attività pratiche con vari materiali, sono stati invitati a rappresentare fisicamente la comunità e la famiglia. I lavori realizzati sono stati poi illustrati a don Bruno che ne ha tratto spunto per proporre alcune indicazioni e suggerimenti per riuscire a sviluppare una sana comunicazione nella coppia e nella famiglia basata sulla capacità di riuscire a creare il dialogo che porta alla felicità ovvero alla capacità di generare. L’ultimo momento della giornata è stata la S. Messa nella chiesa di san Rocco presieduta dal vescovo e concelebrata da don Bruno e don Vennarucci, alla presenza di don Cristiano Orezzi. Nell’omelia il vescovo, attraverso il racconto di un saggio parroco, ha sottolineato la necessità di accogliere le reciproche differenze co- me una risorsa anziché come un ostacolo: «La differenza scoperta all’interno della coppia diventa un promemoria della grandezza dell’amore di Dio, l’uno per l’altra, l’una per l’altro». «La coppia e la famiglia – ha affermato con decisione il vescovo – hanno una vocazione straordinaria: sono chiamati a essere un abbraccio vivente che parla al mondo dell’amore di Dio, dell’amore che è Dio» e una testimonianza concreta di comunione e fede. Dopo la foto ricordo che ha riunito insieme tutti i partecipanti, le famiglie sono tornate nelle loro parrocchie con il desiderio di trasmettere agli altri la bellezza, la gioia, lo stupore, la meraviglia del matrimonio cristiano illuminato e riscaldato dall’amore di Dio.Daniela Catalano

Commenti: 0

Il tuo indirizzo mail non sarà reso pubblico. I campi obbligatori sono segnati con *