«I giovani sono una risorsa; la scuola è il loro passaporto per un futuro ricco di senso»
Una data storica. Giovedì 29 ottobre è stata inaugurata la sede di Broni dell’istituto diocesano “Santachiara”, alla presenza di Mons. Guido Marini
DI MARCO REZZANI
Si è svolta nella mattinata di giovedì 29 ottobre la cerimonia di inaugurazione ufficiale della sede di Broni dell’istituto “Santachiara”, dopo i lavori di recupero della struttura e l’inizio delle lezioni lo scorso 28 settembre. Numerosi i presenti, accolti dalla direttrice Stefania Fecchio e dai coordinatori di sede Claudio Pagani e Laura Rossi: il vescovo Mons. Guido Marini, il vicario generale don Francesco Larocca, l’arciprete di Broni don Gian Paolo Civillini, il sindaco Antonio Riviezzi, l’assessore regionale Elena Lucchini, il consigliere regionale Claudio Mangiarotti, il presidente della provincia di Pavia Giovanni Palli, il presidente della Fondazione della Comunità della Provincia di Pavia Giancarlo Albini, mons. Mario Bonati, don Luciano Chiesa, don Luca Ghiacci, don Stefano Ferrari, don Eustace Diala e molti sindaci del territorio. Dopo il taglio del nastro all’esterno, i partecipanti hanno raggiunto la cosiddetta “Agorà”, lo spazio al centro della scuola, dove si sono svolti gli interventi ufficiali. Dalle balconate intorno alla “piazza” gli studenti hanno fatto corona. Ed è stata proprio una loro rappresentanza ad aprire la cerimonia: «Il nostro percorso è iniziato il 28 settembre con la prima campanella, colmi di energia, sogni e voglia di imparare. Continueremo a mettere il massimo impegno per far fruttare ogni singolo giorno passato qui, per poter credere in noi stessi e costruire la nostra professionalità». Ha preso quindi la parola il sindaco Riviezzi che ha sottolineato come l’inaugurazione di una scuola sia importante perché non si tratta solo dell’apertura di un luogo di formazione, di trasmissione del sapere, ma anche di aggregazione tra giovani. «Viviamo un momento storico particolarmente complicato – ha affermato il primo cittadino – e mai come oggi le nostre comunità hanno bisogno di giovani formati, del loro entusiasmo e della speranza che ancora nutrono nel futuro», dicendosi «orgoglioso di ospitare a Broni un istituto così prestigioso e storico». L’assessore Lucchini ha evidenziato l’alto valore sociale ed educativo del progetto che ha portato alla nuova sede, sottolineando la scelta di non realizzare un nuovo edificio, ma di recuperarne uno già esistente, mentre il consigliere Mangiarotti ha espresso il suo apprezzamento per gli spazi accoglienti e luminosi che guardano al futuro delle nuove generazioni. Il presidente Palli ha ricordato che l’inaugurazione del “Santachiara” avviene poche ore dopo la presentazione del progetto del nuovo liceo Scientifico “Golgi” di Broni: «È un segno di grande attenzione per una città che merita di ripartire e guardare al futuro con strutture adeguate. Quello di oggi è un risultato veramente eccezionale». Albini, a nome di Fondazione Cariplo che ha finanziato i lavori per 1 milione di euro, insieme a Regione Lombardia, nell’ambito del Bando Emblematici maggiori del 2022 – finanziamento fortemente sostenuto dal suo predecessore Giancarlo Vitali e poi portato avanti – ha fatto notare che l’impegno della Fondazione per i giovani è uno degli obiettivi prioritari, auspicando che la scuola diventi davvero un’agorà per i giovani, non solo un luogo dove studiare, ma dove condividere la lettura della società. Ha preso quindi la parola il vescovo. Per prima cosa ha ricordato e ringraziato Mons. Vittorio Francesco Viola sotto il cui episcopato ha preso avvio il progetto di recupero del “Santachiara”. Ha quindi chiesto un «applauso fragoroso» per tutti gli studenti che dall’alto assistevano all’evento. Li ha ringraziati per l’attenzione e ha pronunciato subito parole chiare: «I giovani non sono un problema, eventualmente il problema siamo noi; sono una grande risorsa, sono il nostro presente e il nostro domani e così dobbiamo guardarli con un amore che sappia far risaltare la risorsa preziosissima che loro sono per tutti quanti». Ha espresso poi quello che vorrebbe fosse l’orientamento per la scuola attraverso “quattro P”, iniziali di altrettante parole: passaporto, palestra, patto, passione… a dire che la scuola deve essere un passaporto per il futuro; la scuola deve essere una palestra dove si impara a crescere insieme e ad accogliersi; l’educazione ha senso se è un patto tra scuola, famiglia, società e mezzi di comunicazione; in una scuola bisogna apprendere la passione per una vita bella, buona e ricca di senso. Mons. Marini ha infine impartito la benedizione. È seguita la visita all’istituto. L’architetto Liliana Volpi ha illustrato gli impegnativi lavori di recupero dell’edificio. Il rinfresco, preparato con maestria dagli alunni guidati dai loro docenti, ha concluso l’evento. Sabato 7 novembre, dalle 9 alle 12, la scuola aprirà le porte alle famiglie e alla cittadinanza e così chiunque potrà visitare da vicino un luogo nel quale intere generazioni di Bronesi hanno frequentato le elementari e che ora ha iniziato un nuovo cammino.

