«Noi abbiamo la grazia di poter essere santi»

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Mons. Marini ha presieduto l‘Eucaristia in cattedrale per la solennità del 1° novembre

TORTONA – Nel giorno della solennità di Tutti i Santi il vescovo Mons. Guido Marini, come tradizione, ha celebrato la S. Messa nella cattedrale alle ore 10.30 con i sacerdoti della comunità pastorale “San Marziano” e alla presenza di numerosi fedeli, tra cui l’assessore Fabio Morreale in rappresentanza dell’Amministrazione comunale. Nell’omelia della celebrazione, animata dalle voci della corale della Cattedrale, diretta da Daniela Menditto, il vescovo ha individuato nella gioia il sentimento da provare mentre si va col pensiero «a coloro che hanno avuto una vita così piena, così bella, così esaltante da fare il loro ingresso nel paradiso, ovvero nell’abbraccio d’amore eterno di Dio». E «mentre ci rallegriamo, perché una moltitudine sterminata di fratelli e sorelle, vivendo nella fede, nella speranza, nella carità, è approdata all’eternità felice, – ha affermato Mons. Marini – ci rallegriamo anche per noi». Il motivo è che «ciò che hanno vissuto e ora godono i santi, è qualcosa che anche noi possiamo vivere e godere e il Signore nel suo amore infinito ce ne dà la grazia e l’opportunità, salvandoci». Proprio per l’amore folle e incondizionato di Dio, «noi possiamo essere santi e vivere alla maniera dei santi», sperimentando la pienezza della vita. Di fronte a questa consapevolezza, la gioia diventa esultanza, perché è certo che anche il nostro pellegrinaggio terreno, come quello dei santi, è fatto di fede, speranza e carità. «Noi abbiamo la fede e possiamo vivere alla sua presenza, contemplandone il volto bellissimo di amore per noi. – ha proseguito il vescovo – Noi essendo figli amati da un Dio che è Padre e che è tutto per noi, viviamo nella speranza vera, che ci permette di camminare in questo mondo senza temere mai e nulla». Infine, «noi viviamo potendo toccare con mano come sia bella la comunione tra di noi e avendo la possibilità di dar corpo tra di noi e con gli altri a una civiltà dell’amore autentica, perché abbiamo la carità». E proprio perché «noi viviamo con la fede, con la speranza, con la carità, come i santi, come loro possiamo vedere il volto di Dio e toccare con mano la bellezza autentica della vita ora e nell’eternità». Mons. Marini, rivolgendosi ai fedeli presenti, come farebbe un fotografo pronto a scattare una foto di gruppo, ha esortato tutti a sorridere: «Sorridete, perché noi abbiamo questa grazia di poter essere santi. Sorridete perché essere santi è il segreto della felicità vera». Il vescovo ha concluso invitando l’assemblea a chiedersi se davvero si comprende che il fondamento della santità è la celebrazione eucaristica, che permette di «respirare» davvero la santità. La solennità di Tutti i Santi, dunque, è sicuramente «una giornata speciale, perché la gioia della santità brilla nel nostro cuore, sul nostro volto, nei nostri occhi e nella nostra vita».

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