Per ora crescono solo i prezzi
Di Ennio Chiodi
Economia a velocità ridotta nella seconda metà dell’anno quando deve essere predisposta la legge di bilancio 2027-2029. Nei giorni scorsi l’Istat ha certificato che il Prodotto Interno Lordo (Pil) nel terzo trimestre dell’anno è rimasto invariato rispetto ai tre mesi precedenti, con una crescita acquisita per il 2026 dello 0,8%. A ottobre l’Istituto di Statistica ha registrato anche un tasso di inflazione del 5,4% su base annua (stime preliminari) contro il 4,2% di settembre. La dinamica inflazionistica è influenzata soprattutto dall’aumento dei prezzi dei prodotti energetici (+31,4% sull’anno), degli alimentari non lavorati (da +5,5% a +7,5%) e dei servizi di trasporto (da +1,6% a +3,1%). La “manovra”, approvata il 28 ottobre, non sembra contenere misure significative per rallentare questa corsa dei prezzi e stimolare la crescita economica. Prevede interventi per circa 26 miliardi di euro, finanzia- ti, in larga parte, con il ricorso a un maggior debito e un aggravio del prelievo fiscale per banche, assicurazioni ed energia. Su quest’ultimo delicato tema, la strategia governativa appare improntata a tamponare più che a risolvere il problema; il “decreto bollette”, che introduce misure per contenere i costi di luce e gas per famiglie e imprese mediante un bonus straordinario e sconti da parte del fornitore, sembra destinata ad avere un impatto minimo e incerto e potrebbe comportare comunque un costo per i consumatori. Infatti, lo Stato potrebbe essere costretto a inserire sulle bollette un nuovo onere, il cui ricavato servirebbe a finanziare gli aiuti ai produttori di energia: il prezzo dell’energia scenderà perché costerà meno produrla, ma aumenteranno imposte e tasse per finanziare il sistema. Modeste anche le misure a sostegno delle imprese. Il credito d’imposta per la Zes (Zona Economica Speciale) sarà di 2,4 mld nel 2027, mentre le Pmi (Piccole e medie imprese) non energivore avranno uno sconto sull’elettricità fino al 50% del prezzo all’ingrosso per il quale è stato previsto uno stanziamento di 1 mld, a patto che la somma risparmiata sia reinvestita nella transizione energetica. In pratica, una riproposizione degli incentivi a pioggia che, in passato, sono risultati del tutto insufficienti a sostenere gli investimenti, la spesa per l’innovazione, l’occupazione e le esportazioni nette. L’ampio pacchetto di bonus rivolto a famiglie numerose, lavoratrici madri, giovani, bollo auto, flat tax, nuovi nati, casa, ecc. basteranno? Ai posteri l’ardua sentenza!
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