Saliamo al Pistornile

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Di Pier Luigi FeltriIl Pistornile è la parte alta e più antica di Casteggio: un nucleo raccolto, che conserva alcune delle principali testimonianze storiche della città. Il toponimo viene ricondotto al termine latino “pistor”, che indicava il mugnaio e, successivamente, anche il fornaio. È superfluo ricordare l’importanza che rivestiva il pane, soprattutto nel mondo antico; giova, invece, rammentare come in questo territorio, già secoli addietro, la produzione agroalimentare rappresentasse una delle attività più significative. Nel tessuto storico del Pistornile emergono gli edifici religiosi. A cominciare dalla parrocchiale di San Pietro Martire, ricostruita nei primi anni del XIX secolo sulle strutture della precedente collegiata. La sacrestia quattrocentesca conserva volte a crociera e costoloni gotici, mentre nel muro della canonica è inserita una lapide romanica. Poco lontano si trova la chiesa di San Sebastiano. Sulla facciata barocca è presente un medaglione attribuito alla bottega del Parmigianino. Alle caratteristiche abitazioni, che evidenziano qua e là elementi risalenti e di pregio, si mescolano edifici che ricordano le funzioni pubbliche svolte in passato. La cosiddetta “Casa della Feudataria” è legata all’antica amministrazione della città; nella stessa zona si incontrano l’ex convento delle Clarisse e la casa appartenuta ad Alessandro Maragliano. Accanto alla parrocchiale è situato il Palazzo Mezzabarba, mentre via Castello mantiene, anche se solo nel nome, il ricordo dell’antico carattere fortificato della zona. Uno dei simboli più noti del Pistornile è il Monumento alla Vittoria, situato nel Parco delle Rimembranze. Inaugurato nel 1926, fu realizzato dallo scultore pia- centino Enrico Astorri e raggiunge i 18 metri e mezzo di altezza. Si racconta che per fondere le oltre 25 tonnellate di bronzo fu necessario allestire appositamente una fonderia, non essendone disponibile una adatta a quelle proporzioni. Nei pressi del Belvedere si trova an- che il memoriale di Giuseppe Maria Giulietti, esploratore casteggiano morto in Eritrea nel 1881. La Villa Marangoni, invece, ebbe tra i suoi frequentatori un giovanissimo Albert Einstein.La presenza della Certosa Cantù completa questo nucleo di edifici della parte alta. Tale palazzo fu terminato nel 1705 e apparten- ne ai Certosini sino alla soppressione dell’ordine nel 1790; ebbe poi diversi proprietari, fino alla famiglia Cantù che la donò al Comune di Casteggio. Ospita la Biblioteca Civica e il MAC, il Museo Archeologico di Casteggio e dell’Oltrepò.pierluigi.feltri [at] gmail.com

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